Campi profughi saharawi, 4 agosto 2025 – L'Osservatorio Saharawi per il monitoraggio delle risorse naturali e la protezione ambientale ha lanciato una nuova e incisiva serie di documentari intitolata "Partner nell'occupazione". L'obiettivo è chiaro: smascherare e denunciare le multinazionali che, attraverso le loro attività economiche, si rendono complici dell'occupazione marocchina e del saccheggio delle risorse naturali del popolo saharawi.
In un'intervista con l'agenzia di stampa APS, il capo dell'Osservatorio, Yaqout Moktar, ha spiegato che "questa serie settimanale vuole fare luce sul coinvolgimento di aziende multinazionali che, supportando l'occupazione illegale del Sahara Occidentale da parte del Marocco, violano il diritto internazionale e ledono i diritti del popolo saharawi".
Il primo episodio della serie si concentra sulla società francese ENGIE, accusata di avere un ruolo centrale nell'attuazione di progetti energetici e infrastrutturali nei territori occupati. L'Osservatorio sottolinea come questi progetti vengano realizzati senza il consenso del popolo saharawi, in palese violazione delle sentenze della Corte di giustizia europea e dei principi fondamentali del diritto internazionale umanitario.
Yaqout Moktar ha ribadito che la partecipazione di ENGIE e di altre aziende a queste attività non è un semplice investimento commerciale. Si tratta di una "complicità diretta nel consolidare l'occupazione, nel saccheggiare le risorse e nel privare il popolo saharawi dei suoi diritti inalienabili, primo fra tutti il diritto all'autodeterminazione e alla sovranità permanente sulle proprie ricchezze".
Appello alla mobilitazione e alla responsabilità collettiva:
La serie documentaristica rientra in una più ampia strategia dell'Osservatorio per denunciare le reti economiche che sostengono il colonialismo del Marocco e sensibilizzare l'opinione pubblica internazionale. L'organizzazione spera di sostenere il boicottaggio delle aziende complici, definendolo un "imperativo morale e legale".
Secondo l'Osservatorio, la protezione delle risorse naturali del Sahara Occidentale richiede un'azione concreta, che include il monitoraggio sistematico delle violazioni economiche, la pressione sui governi affinché chiedano conto alle loro aziende nazionali, l'utilizzo di strumenti legali internazionali e la creazione di alleanze con la società civile e le organizzazioni per i diritti umani e ambientali.
"Il silenzio di fronte a questo saccheggio sistematico è una complicità implicita," ha concluso Moktar, sottolineando che "la difesa dei diritti economici e ambientali del popolo saharawi è una responsabilità collettiva che trascende i confini regionali".
In parallelo al lancio della serie, l'Osservatorio ha iniziato a pubblicare sezioni del suo rapporto 2025, intitolato "Sostenibilità per chi? Energie rinnovabili e giustizia ambientale sotto occupazione". Il rapporto documenta come l'occupazione marocchina stia intensificando lo sfruttamento delle energie rinnovabili nel Sahara Occidentale per "rafforzare la sua morsa coloniale" e "legittimare" la sua presenza. Si chiede la cessazione immediata di tutti i progetti di energia rinnovabile che, senza il consenso del popolo saharawi, continuano a violare il diritto internazionale.
