Port of Spain, 26 agosto 2025 – Il 25 agosto 2025, l'ambasciatore della Repubblica Saharawi nei Caraibi, Mohamed Zroug, ha lanciato un forte appello al governo di Trinidad e Tobago e alle altre nazioni caraibiche affinché sostengano il diritto all'autodeterminazione del popolo saharawi. Questo diritto, riconosciuto dal diritto internazionale e dalle risoluzioni delle Nazioni Unite, è considerato un principio fondamentale.
La Causa Saharawi: Ultima Colonia d'Africa
Durante una conferenza stampa congiunta, tenutasi a Port of Spain presso la sede dell'Oilfields Workers' Trade Union, con David Abdulah, leader del Movimento per la Giustizia Sociale, l'ambasciatore Zroug ha ribadito che il Sahara Occidentale è l'ultima colonia in Africa. Ha sottolineato l'urgenza di permettere al popolo saharawi di esercitare il proprio diritto all'autodeterminazione in modo libero e democratico, attraverso un referendum supervisionato dalle Nazioni Unite.
Il diplomatico ha evidenziato le gravi sofferenze subite dal popolo saharawi a causa dell'occupazione marocchina, denunciando la presenza di oltre sette milioni di mine antiuomo e le restrizioni imposte ai media indipendenti. Ha inoltre condannato lo sfruttamento illegale delle risorse naturali della regione.
Appello al Diritto Internazionale e alla Cooperazione:
L'ambasciatore ha sottolineato che il rispetto della sovranità saharawi e l'adesione al diritto internazionale umanitario sono imperativi. Ha esortato gli Stati e le organizzazioni regionali a mettere in pratica le risoluzioni delle Nazioni Unite e dell'Unione Africana e ad assumersi le proprie responsabilità in materia di decolonizzazione e tutela dei diritti umani.
Zroug ha lodato l'impegno del governo e della società civile di Trinidad e Tobago, definendolo un "modello positivo" per il suo sostegno al principio di autodeterminazione. Ha anche menzionato il prossimo vertice tra la Comunità Caraibica (CARICOM) e l'Unione Africana, previsto per il 6 e 7 settembre ad Addis Abeba. Ha definito questo incontro come un'importante opportunità per rafforzare la cooperazione e i valori condivisi di democrazia, pace, sviluppo sostenibile e giustizia.
L'ambasciatore ha concluso il suo intervento affermando che una pace giusta e duratura nel Sahara Occidentale sarà possibile solo se il popolo saharawi sarà pienamente coinvolto nel decidere il proprio futuro, attraverso un referendum libero e credibile, nel rispetto del diritto internazionale.
