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Tempeste di sabbia nei campi profughi saharawi: ingenti danni materiali nella provincia di Boujdour



Campi profughi Saharawi, 16 luglio 2025 – Una violenta ondata di tempeste di sabbia ha colpito martedì 15 luglio la provincia di Boujdour, provocando danni materiali significativi nei campi profughi saharawi. Le raffiche, iniziate nella serata di lunedì 14 luglio e proseguite nella mattinata di martedì, hanno causato gravi danni a tende, abitazioni e infrastrutture comunitarie, mettendo ulteriormente alla prova le condizioni di vita già precarie della popolazione rifugiata.

Secondo quanto riportato dall’emittente locale Radio America – La voce vibrante di Boujdour, le autorità locali stanno monitorando con attenzione l’evolversi della situazione. È stato istituito un comitato d’emergenza con il compito di valutare l'entità dei danni e coordinare le prime misure di risposta, in stretto collegamento con la Segreteria generale della provincia e la Direzione della Mezzaluna Rossa Saharawi.

Le condizioni meteorologiche estreme – con forti venti, sabbia sollevata e precipitazioni irregolari – hanno colpito un’area già vulnerabile, dove migliaia di persone vivono da decenni in esilio, in attesa di una soluzione politica che ponga fine all’occupazione del Sahara Occidentale.

Danni diffusi e risposta umanitaria:

Le testimonianze raccolte sul campo parlano di tende sradicate, tetti scoperchiati e beni personali danneggiati. In alcune zone, i forti venti hanno compromesso anche le strutture scolastiche e sanitarie di fortuna, sollevando timori per la continuità dei servizi essenziali.

La Mezzaluna Rossa Saharawi ha lanciato un appello alla solidarietà internazionale, sollecitando aiuti umanitari d’urgenza per far fronte ai bisogni immediati: tende di ricambio, beni di prima necessità e materiali per la riparazione degli alloggi danneggiati.

Un appello alla comunità internazionale:

Le frequenti intemperie climatiche che colpiscono i campi profughi saharawi aggravano una situazione umanitaria già critica. La popolazione, costretta a vivere da oltre quarant’anni in condizioni di esilio nel deserto algerino, si trova a fronteggiare crisi ambientali e carenze strutturali con pochissimi mezzi.

Le autorità saharawi hanno rinnovato il proprio appello alla comunità internazionale affinché non dimentichi la condizione dei rifugiati saharawi, chiedendo sostegno per rafforzare la resilienza delle strutture di accoglienza e garantire una risposta tempestiva in caso di disastri naturali.

L’emergenza di Boujdour evidenzia una volta di più la necessità di una soluzione politica urgente e giusta alla questione del Sahara Occidentale, che restituisca al popolo saharawi il suo diritto alla libertà, alla sicurezza e a una vita dignitosa.






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