“È un onore accogliervi alla Camera dei Deputati. Il vostro sorriso è un messaggio di pace e un richiamo alla giustizia che non può restare inascoltato”: con queste parole il deputato Stefano Vaccari, presidente dell’Intergruppo parlamentare di amicizia con il popolo Saharawi, ha aperto la giornata, dando il benvenuto ai giovani ospiti provenienti dai campi profughi nel deserto algerino, dove da quasi cinquant’anni il popolo saharawi vive in esilio.
Accoglienza e solidarietà istituzionale:
Il gruppo ricevuto a Montecitorio comprendeva i bambini ospitati in diversi comuni del Lazio – Formia, Fara in Sabina, Nerola, Cittareale, Riano, Anguillara, Sacrofano, Castelnuovo di Porto e Manziana – accompagnati da sindaci, amministratori e rappresentanti delle associazioni locali coinvolte nella rete solidale.
A riceverli, insieme al vicepresidente della Camera Giovanni Mulè, erano presenti i parlamentari dell’Intergruppo: Alessandro Battilocchio, Silvio Lai, Eleonora Evi, Arturo Scotto, Patrizia Marrocco e lo stesso Vaccari. Presenti anche i rappresentanti istituzionali dei comuni ospitanti, tra cui il sindaco di Castelnuovo di Porto Luca Abbruzzetti.
Un incontro carico di significato umano e politico:
L’incontro ha rappresentato un momento di grande valore umano e politico. Il vicepresidente Mulè ha sottolineato:
“Accogliere questi bambini significa riconoscere il valore di una causa giusta. Sono il volto innocente di un popolo che rivendica da decenni il proprio diritto all’autodeterminazione, con dignità e con mezzi pacifici.”
A guidare la delegazione saharawi, Fatima Mahfud, rappresentante del Fronte Polisario in Italia, ha espresso gratitudine per l’accoglienza ricevuta, sottolineando l’importanza della solidarietà internazionale:
“Questi bambini sono la voce del futuro del nostro popolo. La loro presenza qui è un ponte di speranza, ma anche un grido silenzioso contro l’ingiustizia dell’esilio.”
Il Sahara Occidentale: una crisi dimenticata
Durante l’incontro, i parlamentari hanno ribadito l’urgenza di riaprire il dossier saharawi nei consessi europei e internazionali, affinché si arrivi a una soluzione giusta e duratura del conflitto nel Sahara Occidentale, ancora oggi occupato dal Marocco in violazione del diritto internazionale.
“L’Italia non può e non deve voltarsi dall’altra parte,” hanno affermato all’unisono i deputati presenti. “Ci auguriamo che un giorno questi bambini possano tornare a vivere liberi nella loro terra, dove i loro genitori e nonni sono cresciuti.”
La diplomazia dei gesti: un futuro costruito sulla solidarietà
Il progetto “Piccoli Ambasciatori di Pace” è molto più di un’iniziativa estiva. È diplomazia popolare, è educazione alla pace, è un atto concreto di impegno civile. Un progetto che si rinnova ogni anno grazie al sostegno di associazioni, famiglie e amministrazioni comunali, unendo le comunità italiane a quella saharawi in un legame autentico di fratellanza.
Le istituzioni italiane, attraverso questo incontro, hanno riaffermato la volontà di sostenere con maggiore forza progetti di cooperazione, istruzione e scambio culturale, strumenti fondamentali per costruire una pace duratura.
Un sorriso che illumina il futuro:
L’incontro a Montecitorio ha restituito visibilità e dignità a una delle cause più ignorate dalla comunità internazionale. I sorrisi dei bambini saharawi hanno riempito l’aula con un messaggio potente e universale: la felicità e i diritti dell’infanzia non devono conoscere confini né esilio.
“Ci piacerebbe vedere presto questi sorrisi nei territori liberi del Sahara Occidentale. E a Fatima Mahfud lo abbiamo promesso: non ci gireremo mai dall’altra parte.”
Un impegno che continua, nella convinzione che la solidarietà possa ancora cambiare il corso della storia.

