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L'esilio forzato: Un grido per salute e pace dalla CLACSO Bogotà 2025


Bogotá (Colombia), 13 giugno 2025
– La questione critica della salute e della pace nei contesti di sfollamento forzato è stata al centro di un panel di spicco intitolato "Andare in esilio per salvarsi la vita: salute e pace nei contesti di sfollamento forzato" durante la X Conferenza Latinoamericana e Caraibica sulle Scienze Sociali (CLACSO) a Bogotá. L'attivista saharawi Elghalia Djimi ha offerto una testimonianza toccante, evidenziando le profonde analogie tra le sofferenze del popolo saharawi e quelle palestinesi.

La Djimi è stata affiancata dalla deputata colombiana Karen Ramírez Boscán, rappresentante della Camera per il Seggio Internazionale. La parlamentare Wayuu, membro del Gruppo Parlamentare di Amicizia con la Repubblica Araba Saharawi Democratica, ha riaffermato il suo impegno a sostenere la causa saharawi, sottolineando l'importanza di un approccio legislativo olistico.

Proposte Legislative per la Salute Mentale dei Migranti:

La deputata Ramírez ha basato il suo intervento sul progetto "Salute mentale in Colombia nel mondo: proposta legislativa per un approccio integrale". Questa iniziativa mira a garantire che l'assistenza alla popolazione migrante trascenda i confini nazionali, fornendo un supporto completo e duraturo. La sua partecipazione ha sottolineato la necessità di politiche che riconoscano e affrontino le sfide uniche legate alla salute mentale nelle popolazioni sfollate.

Le Cicatrici dell'Esilio: Una Testimonianza Diretta

Elghalia Djimi ha tracciato un parallelo potente e commovente: "Tutto ciò che è accaduto al popolo palestinese è stato sperimentato dal popolo saharawi dalla fine del 1976." Ha ricordato i bombardamenti con napalm e fosforo bianco da parte del Marocco contro la popolazione civile saharawi durante l'esodo forzato. Questi attacchi non solo hanno causato sofferenze fisiche, ma hanno lasciato cicatrici profonde, specialmente a livello mentale, nei sopravvissuti. La sua testimonianza ha portato alla luce la realtà spesso trascurata delle conseguenze psicologiche a lungo termine dei conflitti e dello sfollamento.

L'evento, coordinato da Antonio Román Molina della Scuola della Rotta Migrante, ha visto anche la partecipazione virtuale del professore José Gamboa González del collettivo Broad Encounter of Exile, arricchendo ulteriormente il dibattito con prospettive diverse sull'esilio e le sue ramificazioni.

Questo panel ha rappresentato un'importante piattaforma per amplificare le voci di coloro che sono stati costretti all'esilio, richiamando l'attenzione della comunità internazionale sulla necessità di un maggiore impegno per la pace, la salute e la protezione dei diritti umani in contesti di sfollamento forzato.




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