New York (Nazioni Unite), 13 giugno 2025 – Durante i lavori del Comitato speciale delle Nazioni Unite sulla decolonizzazione (C-24), diverse nazioni dell'America Latina e dei Caraibi hanno lanciato un appello pressante per accelerare il diritto all'autodeterminazione del popolo saharawi e porre fine all'occupazione di quello che è definito l'ultima colonia africana.
Il Sostegno Incondizionato del Venezuela e del Nicaragua:
Il rappresentante del Venezuela ha riaffermato il sostegno incondizionato del suo paese alla decolonizzazione del Sahara Occidentale e la sua ferma posizione sulla questione saharawi, esprimendo profonda solidarietà con il popolo saharawi nella sua giusta lotta per esercitare il suo inalienabile diritto all'autodeterminazione, garantito dal diritto internazionale e dalla Carta delle Nazioni Unite. Il delegato venezuelano ha espresso rammarico per il fatto che il popolo saharawi non abbia ancora esercitato tale diritto, attribuendo la responsabilità al "completo mancato rispetto del mandato affidato alla Missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO) oltre trent'anni fa". Ha inoltre sottolineato il continuo impegno del Venezuela nel sostenere la causa saharawi e gli sforzi per riavvicinare le due parti, il Fronte Polisario e il Marocco.
Dal canto suo, la rappresentante del Nicaragua ha evidenziato come il popolo saharawi abbia sopportato quasi mezzo secolo di esilio, occupazione e negazione del suo inalienabile diritto all'autodeterminazione. Ha ribadito "l'impegno storico e costante del suo Paese a difendere i diritti inalienabili alla libertà, all'autodeterminazione e alla sovranità nazionale del popolo saharawi", sottolineando che "la questione del Sahara Occidentale è ben lungi dall'essere un caso isolato, ma piuttosto parte della lotta globale contro il colonialismo". Ha elogiato "la resistenza e il coraggio del popolo Saharawi di fronte all'occupazione e la sua sacra lotta per rivendicare ogni centimetro della propria terra", enfatizzando l'urgente necessità di una risoluzione politica in linea con la risoluzione 1514 (XV) dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite e un referendum per l'autodeterminazione supervisionato dalle Nazioni Unite, definito "un passo decisivo verso la risoluzione di questa situazione coloniale in Africa".
La Posizione di Bolivia, Cuba e Belize:
La rappresentante della Bolivia ha osservato che "la situazione nel Sahara Occidentale rimane una delle questioni più critiche in sospeso nell'agenda della Commissione Speciale". Ha ribadito che il diritto internazionale, in particolare il parere consultivo della Corte Internazionale di Giustizia, ha chiaramente stabilito che il Sahara Occidentale è un territorio non autonomo sotto occupazione, sottolineando l'inevitabilità della piena decolonizzazione. Ha inoltre affermato che un referendum libero, equo e vincolante è senza dubbio il mezzo legittimo affinché il popolo Saharawi possa determinare il proprio futuro.
Il rappresentante di Cuba ha richiamato le numerose risoluzioni dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, del Consiglio di Sicurezza e dell'Unione Africana che affermano il diritto all'autodeterminazione del popolo saharawi. Ha esortato la comunità internazionale ad aderire a tali risoluzioni e ha respinto le decisioni unilaterali che ignorano i diritti del popolo saharawi, inclusa la cosiddetta "proposta di autonomia", considerata in violazione del diritto internazionale, della Carta delle Nazioni Unite e delle risoluzioni 1514 (XV) e 2625 (XXV) dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Infine, la rappresentante del Belize ha sottolineato come numerose risoluzioni ONU e la Corte Internazionale di Giustizia abbiano riconosciuto il diritto all'autodeterminazione del popolo saharawi come "norma imperativa del diritto internazionale". Ha lamentato il fatto che la decolonizzazione rimanga incompleta, privando il popolo saharawi dei suoi diritti, il che "rende la comunità internazionale complice di questa ingiustizia".
Questa discussione al C-24 evidenzia la crescente pressione internazionale per una risoluzione definitiva della questione del Sahara Occidentale, in linea con i principi di autodeterminazione e decolonizzazione sanciti dal diritto internazionale.
