Sahara occidentale, 9 giugno 2025 - Il 9 giugno 1976 cadeva in combattimento El Ouali Mustafa Sayed, storico leader del Fronte POLISARIO e primo presidente della Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD). La sua morte sul campo di battaglia, durante un assalto contro l’esercito mauritano, segnò un momento cruciale nella storia della lotta saharawi per l’indipendenza. Da allora, ogni anno il popolo saharawi commemora questa data come Giornata dei Martiri, per onorare tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita nella resistenza contro l’occupazione del Sahara Occidentale.
Nato nel 1948 a Bir Lehlu, El Ouali è considerato il "Padre della Nazione Saharawi". Dopo l’invasione congiunta di Marocco e Mauritania nel 1975, egli guidò l’esodo di migliaia di saharawi verso i campi profughi nel sud-ovest dell’Algeria, nei pressi di Tindouf. Lì fu proclamata la RASD, come atto di autodeterminazione e resistenza al colonialismo. El Ouali ne assunse la presidenza, divenendo figura centrale nella nascente Repubblica e simbolo del suo spirito combattente.
Il suo carisma, la lucidità politica e la determinazione nel perseguire l’obiettivo dell’indipendenza ne hanno fatto una figura leggendaria. La sua morte precoce — a soli 28 anni — non ha spento la fiamma del movimento, ma al contrario ha rafforzato il senso di unità e determinazione del popolo saharawi.
Ogni 9 giugno, la Giornata dei Martiri è occasione di commemorazione collettiva nei campi profughi, nei territori occupati e nella diaspora. In questa giornata si ricordano non solo El Ouali, ma tutti coloro che hanno dato la vita per la causa saharawi. Eventi pubblici, cerimonie, canti patriottici e momenti di riflessione coinvolgono tutte le componenti della società: studenti, veterani, donne, giovani e autorità istituzionali.
Il nome di El Ouali continua a vivere nel cuore del popolo saharawi: lo portano scuole, caserme, gruppi musicali, e risuona nei discorsi, nei detti popolari, nella memoria collettiva. In un contesto ancora segnato dall’occupazione e dalla repressione, la Giornata dei Martiri acquista ogni anno un significato più profondo. Nel 2025, essa risuona con forza particolare, in un momento in cui la lotta armata, la mobilitazione diplomatica e la resistenza civile si intrecciano in una nuova fase del conflitto.
Il 9 giugno non è solo una ricorrenza storica: è un grido di memoria e di futuro. È il simbolo di un popolo che, nonostante le difficoltà, continua a reclamare il proprio diritto all'autodeterminazione. Come disse El Ouali stesso: "Il nostro popolo ha scelto la libertà, e non si fermerà finché non l’avrà conquistata".
