Algeri, 10 giugno 2025 – L’ambasciatore della Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD) in Algeria, Khatri Adouh, ha ribadito con forza la determinazione del popolo saharawi a proseguire la propria lotta fino al raggiungimento della piena indipendenza. In un’intervista del 9 giugno concessa all’emittente Algeria International, il diplomatico ha dichiarato che “il popolo saharawi è fermamente deciso a continuare la resistenza fino a quando non sarà conquistata la libertà”.
Nel suo intervento, Adouh ha evidenziato come la comunità internazionale riconosca il diritto all'autodeterminazione del popolo saharawi, ma ha anche lanciato un monito riguardo alla crescente instabilità nella regione del Sahara Occidentale, attribuendone la responsabilità all’occupazione marocchina. “Il Marocco – ha affermato – con la sua posizione rigida e unilaterale, sta alimentando tensioni che potrebbero compromettere gravemente la sicurezza dell’intera area”.
L’ambasciatore ha anche elogiato il ruolo dell’Algeria, descrivendolo come “un sostegno coerente e basato sul rispetto della legalità internazionale e dei principi di giustizia”. Il sostegno al popolo saharawi, ha aggiunto, “non è solo politico, ma profondamente morale e storico”.
Parlando della situazione attuale, Adouh ha confermato che la regione vive ormai in uno stato di guerra, in seguito alla ripresa delle ostilità dopo il 13 novembre 2020. “Il Marocco – ha detto – ha perso una preziosa occasione di pace, non solo per sé stesso ma per l’intera regione nordafricana”.
Il diplomatico ha poi reso omaggio alla resistenza del popolo saharawi, sottolineando la sua determinazione di fronte a una macchina militare ben equipaggiata con armi occidentali. “Il coraggio e l’orgoglio dei saharawi – ha dichiarato – sono più forti di qualsiasi armamento. La nostra lotta è radicata nella legittimità e nella storia”.
In conclusione, Adouh ha affermato che “la questione del Sahara Occidentale non potrà mai essere archiviata finché il popolo saharawi non sarà messo in condizione di esercitare pienamente i suoi diritti fondamentali, primo fra tutti quello all’autodeterminazione e all’indipendenza”.
