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Siria smentisce categoricamente le accuse marocchine sulla presenza di combattenti saharawi


Siria, 7 maggio 2025 La presidenza siriana ha recisamente smentito le affermazioni del Marocco riguardanti la presunta presenza di combattenti saharawi sul territorio siriano o all'interno delle sue prigioni, sia nel presente che nel passato, durante il governo di Bashar al-Assad. La negazione è stata categorica, sottolineando l'assenza di qualsiasi informazione o prova a sostegno di tali accuse.

La posizione ufficiale siriana è stata resa pubblica martedì 6 maggio attraverso una dichiarazione diffusa dal sito web "Damasco", organo di informazione affiliato alla Fondazione di Damasco per gli Studi, la Cultura e lo Sviluppo. La presidenza siriana ha inoltre confermato integralmente il contenuto del comunicato precedentemente emesso dall'ufficio del Segretario Generale del Fronte Polisario in merito alla questione.

La fonte siriana ha precisato che gli individui detenuti a seguito di operazioni militari sono esclusivamente cittadini siriani coinvolti in crimini di guerra. Ha inoltre aggiunto che, qualora fossero stati arrestati elementi stranieri, le autorità siriane avrebbero prontamente attivato i canali diplomatici ufficiali per informare i rispettivi governi.

Questa decisa smentita giunge in risposta alle accuse contenute in un recente rapporto che insinuava la presenza di combattenti saharawi in Siria. Il Fronte Polisario aveva precedentemente bollato tali affermazioni come "fabbricazioni mediatiche" orchestrate per screditare la legittima lotta del popolo saharawi per l'autodeterminazione. In una sua dichiarazione, il Fronte Polisario aveva puntato il dito contro un giornalista tedesco di origine marocchina, identificandolo come l'artefice del rapporto e inquadrando l'intera vicenda come parte di una strutturata campagna di propaganda marocchina.

Il Fronte Polisario ha ribadito con fermezza il suo rifiuto di qualsiasi tentativo volto a collegare la sua lotta al fenomeno del terrorismo. Ha definito tali insinuazioni un'offesa a un popolo la cui causa è ampiamente riconosciuta a livello internazionale e la cui battaglia per la libertà e l'indipendenza è sancita dal diritto internazionale. La netta presa di posizione della Siria rafforza ulteriormente la contestazione di queste accuse, isolando le affermazioni marocchine e sottolineando la loro infondatezza.

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