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L’Ambasciatore Saharawi: Il Brasile riconosca la RASD per sostenere la libertà dell’ultima colonia africana


Brasilia, 17 maggio 2025 – In un’intervista esclusiva rilasciata al giornalista Leonardo Severo, pubblicata su Comunicasul e dal Sindacato Centrale dei Lavoratori Brasiliani, l’ambasciatore della Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD), Ahmed Mulay Ali Hamadi, ha lanciato un appello chiaro e diretto: “Il Brasile deve riconoscere la RASD per contribuire concretamente alla decolonizzazione dell’Africa e alla liberazione del popolo saharawi.”

Definendo il Sahara Occidentale come “l’ultima colonia africana”, il diplomatico ha sottolineato la centralità del ruolo che il Brasile, sotto la guida del presidente Luiz Inácio Lula da Silva, può giocare nel promuovere la giustizia e il diritto internazionale. “Il sostegno del governo Lula è essenziale se vogliamo superare decenni di crimini, oppressione e blocchi imposti dal regime marocchino, e iniziare a costruire in modo indipendente la nostra nazione,” ha affermato Mulay Ali.

Un riconoscimento atteso:

Nel corso dell’intervista, l’ambasciatore ha fatto riferimento al precedente della Palestina: “Lo stesso percorso è avvenuto con l’OLP. Il Brasile ha prima riconosciuto l’organizzazione come legittima rappresentante del popolo palestinese e poi ha riconosciuto lo Stato di Palestina. Oggi siamo lieti che il governo brasiliano abbia già riconosciuto il Fronte Polisario come rappresentante legittimo della causa saharawi. Crediamo che il riconoscimento ufficiale della RASD sarà il naturale passo successivo.”

Diritti umani sotto assedio.

L’ambasciatore ha inoltre denunciato la grave situazione dei diritti umani nel Sahara Occidentale, dove le autorità marocchine continuano a mettere in atto politiche repressive contro la popolazione saharawi. “È inaccettabile. Si tratta di una strategia sistematica per silenziare chi chiede la libertà del Sahara e si oppone all’occupazione,” ha dichiarato.

In questo contesto, Ahmed Mulay Ali ha sottolineato l’urgenza di ampliare il mandato della MINURSO, la Missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara Occidentale. “È fondamentale che includa una componente sui diritti umani per garantire un monitoraggio indipendente, imparziale, completo e continuo, come raccomandato più volte anche dal Segretario generale dell’ONU.”

Il ruolo atteso del Brasile:

Secondo il diplomatico, il Brasile ha l’opportunità storica di porsi come ponte tra America Latina e Africa, promuovendo i valori della giustizia, della libertà e del rispetto del diritto internazionale. “È tempo che la diplomazia brasiliana traduca in atti concreti il proprio impegno per l’autodeterminazione dei popoli,” ha concluso l’ambasciatore saharawi.

L’appello rivolto al governo Lula arriva in un momento di rinnovato attivismo internazionale per la causa saharawi, e riflette la speranza di una svolta storica che veda il Brasile affiancarsi alle decine di Paesi che già hanno riconosciuto ufficialmente la RASD come Stato sovrano.


L’intervista è stata pubblicata su più piattaforme, tra cui Comunicasul e il Sindacato Centrale dei Lavoratori Brasiliani, contribuendo a rilanciare nel dibattito pubblico brasiliano una questione che per troppo tempo è rimasta ai margini dell’attenzione internazionale.

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