Parigi, 17 maggio 2025 - Nella giornata di giovedì 15 maggio, l’Università della Sorbona, uno dei più prestigiosi atenei d’Europa, ha ospitato una Conferenza internazionale di alto profilo dal titolo "Il colonialismo nel Sahara Occidentale e la posizione della Francia". L’evento ha attirato un ampio pubblico composto da studenti, accademici e attivisti, con un’elevata partecipazione anche online grazie alla diretta streaming diffusa su diverse piattaforme social.
Il convegno ha rappresentato un’occasione di approfondimento e dibattito su una delle questioni geopolitiche più trascurate dell’Africa contemporanea: l’occupazione del Sahara Occidentale da parte del Marocco e il ruolo della Francia in questo contesto. Tra gli interventi principali, spiccano quelli del professor Michel Crosille, ricercatore esperto di geopolitica, e del diplomatico Mohamed Ali Zerouali, rappresentante del Fronte Polisario in Francia.
Nel suo intervento, Zerouali ha offerto una ricostruzione dettagliata delle origini e delle evoluzioni storiche della questione saharawi, sottolineando le responsabilità della comunità internazionale e, in particolare, del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Il diplomatico ha accusato l’ONU di aver abbandonato il piano di pace e di aver permesso, con il proprio immobilismo, la ripresa delle ostilità dopo la rottura del cessate il fuoco da parte del Marocco.
Uno dei passaggi più forti del discorso ha riguardato la Francia, definita da Zerouali come “politicamente e moralmente complice” di oltre cinquant’anni di occupazione e sofferenza inflitti al popolo saharawi. Ha denunciato il continuo sostegno francese ai governi marocchini, sia sul piano diplomatico che militare, accusando Parigi di ostacolare sistematicamente ogni tentativo di includere il monitoraggio dei diritti umani nel mandato della MINURSO, la missione ONU nel Sahara Occidentale.
Zerouali ha anche richiamato l’attenzione sulla lunga battaglia legale intrapresa dalla Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD) presso le corti europee, nel tentativo di fermare lo sfruttamento illecito delle risorse naturali della regione da parte di aziende straniere in complicità con l’occupazione marocchina.
Non sono mancate parole dure contro quelli che ha definito i “doppi standard” della politica francese: un Paese che si proclama paladino di libertà, giustizia e uguaglianza, ma che – secondo il rappresentante saharawi – tradisce questi principi quando si tratta di difendere interessi geopolitici ed economici in Nord Africa.
Il simposio si è concluso con un appello rivolto al mondo accademico, giornalistico e civile: “È tempo di rompere il silenzio e l’indifferenza – ha dichiarato Zerouali –. La causa saharawi è una questione di decolonizzazione, non un conflitto regionale. L’autodeterminazione è un diritto inalienabile, non una concessione politica. Ignorare la sofferenza di un popolo che ha scelto la pace e che ha ripreso le armi solo per difendersi è una colpa collettiva che pesa sulla coscienza della comunità internazionale.”
L’iniziativa alla Sorbona ha confermato l’importanza del ruolo degli spazi universitari come luoghi di confronto critico e riflessione sulle grandi ingiustizie globali ancora irrisolte.
