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Appello da Dili: La Conferenza Asia-Pacifico sul Sahara Occidentale esige autodeterminazione e rispetto del diritto internazionale


Dili (Timor Est), 26 maggio 2025 – Un forte appello per l'autodeterminazione del popolo saharawi è stato lanciato dalla Conferenza di Solidarietà Asia-Pacifico per il Sahara Occidentale, conclusasi a Dili, Timor Est, il 19 maggio 2025. La conferenza, che ha riunito partecipanti da diverse nazioni della regione Asia-Pacifico, ha rilasciato una dichiarazione congiunta in cui si esprime piena solidarietà al popolo del Sahara Occidentale nella sua lotta per l'autodeterminazione, chiedendo il pieno rispetto del diritto e dei principi internazionali per la risoluzione di un conflitto che perdura da cinquant'anni.

La scelta di Timor Est come sede della conferenza non è stata casuale. Questo paese ha ottenuto la propria indipendenza attraverso un referendum organizzato dalle Nazioni Unite, un percorso che i partecipanti auspicano anche per il Sahara Occidentale. L'evento ha inoltre coinciso con il 50° anniversario del Parere Consultivo della Corte Internazionale di Giustizia (CIG), che ha ribadito la natura non autonoma del Sahara Occidentale e la necessità di una sua decolonizzazione in conformità con la Risoluzione 1514 (XV) dell'Assemblee Generale delle Nazioni Unite.

Condanna dell'Occupazione e delle Violazioni:

La dichiarazione ha espresso forte condanna per l'occupazione continua del Sahara Occidentale da parte del Regno del Marocco, definendola una violazione del diritto internazionale. Sono state denunciate anche le violazioni dei diritti umani perpetuate dalle forze occupanti contro i saharawi che manifestano le loro legittime aspirazioni. La conferenza ha inoltre condannato gli atti di quei paesi che, accettando la sovranità marocchina o sostenendo il piano di autonomia proposto dal Marocco, minano il diritto all'autodeterminazione del popolo saharawi. Un'ulteriore condanna è stata rivolta allo sfruttamento illecito delle risorse naturali, come i fosfati e le risorse marine, nel territorio e nel mare del Sahara Occidentale.

Appello al Comitato Speciale delle Nazioni Unite per la Decolonizzazione (C-24):

I partecipanti alla conferenza si sono riuniti a Dili con l'obiettivo specifico di presentare il punto di vista della società civile al Comitato Speciale delle Nazioni Unite per la Decolonizzazione (C-24), che terrà un seminario regionale nella stessa città dal 21 al 23 maggio. Nel loro appello al C-24, i partecipanti hanno chiesto:

Riaffermare la responsabilità delle Nazioni Unite nel completare il processo di decolonizzazione del Sahara Occidentale, in conformità con il diritto internazionale, la Carta delle Nazioni Unite e le relative risoluzioni.

Garantire l'immediata attuazione del referendum promesso, affinché il popolo del Sahara Occidentale possa esercitare liberamente e democraticamente il proprio diritto all'autodeterminazione.

Riaffermare la sovranità permanente del popolo del Sahara Occidentale sulle risorse naturali della propria terra e del proprio mare.

Includere il monitoraggio della situazione dei diritti umani nel Sahara Occidentale nei mandati della MINURSO (Missione delle Nazioni Unite per il Referendum nel Sahara Occidentale).

Sollecitare il Regno del Marocco a rilasciare immediatamente tutti i prigionieri politici saharawi.

Inviare una nuova missione conoscitiva nel Sahara Occidentale per raccogliere informazioni di prima mano sul campo.

Affrontare i problemi dei popoli sotto occupazione che lottano per l'autodeterminazione.

Ampio Sostegno della Società Civile:

La dichiarazione è stata sottoscritta da numerose organizzazioni della società civile e associazioni di solidarietà provenienti da diversi paesi, a testimonianza del crescente supporto internazionale alla causa saharawi. Tra i firmatari figurano l'Australia Western Sahara Association (AWSA), Friends of Western Sahara Japan, Japan-Timor Leste Coalition, Movement Solidarity in Western Sahara Timor Leste (MSSOTL), e molte altre organizzazioni di Timor Est. Messaggi di solidarietà sono pervenuti anche da enti come EUCOCO, Fundación Colombiana de Amistad con el Pueblo Saharaui, Freedom for Western Sahara e Portugal-Western Sahara Association of Friendship (AAPSO), sottolineando la portata globale del sostegno.

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