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Coronavirus, Spagna: più di mille morti - La situazione nel mondo


Spagna, i medici: "Priorità a chi ha speranze di vita". Macron riunisce il consiglio di Difesa: allo studio la proroga del termine delle misure fino al 31 marzo. Boom di contagi in Germania: +3000, mille in più in Svizzera in 24 ore. L'Austria estende le limitazioni agli spostamenti fino al 13 aprile. Primo eurodeputato contagiato: è Adam Jarubas del Partito popolare polacco. Ministro economia francese: "Bonus da mille euro per chi va al lavoro". Infettato anche David Frost, capo negoziatore britannico sul dopo Brexit.


Tutto il mondo continua a fronteggiare l’emergenza coronavirus, e in particolare Europa e Stati Uniti fanno i conti con una curva di contagi e vittime che prosegue verso l’alto. In Spagna i morti sono più di mille: ieri erano 767. In Germania sono 13.957 i casi, 2958 in più di ieri e le vittime 31, 11 più di ieri. La Baviera intanto è il primo land a decidere il lockdown, misura che nel fine settimana potrebbe anche essere estesa a tutto il Paese. Da domani, quindi, l’uscita di casa sarà consentita solo se ci sono buone ragioni.

In Svizzera quasi mille casi in più in 24 ore mentre l’Austria definisce il trend dei casi “incoraggiante”. Il Portogallo supera la soglia dei mille contagi, con un aumento del 30% in un giorno. Nel Regno Unito, dove i morti sono 144, il governo non pensa a misure coercitive – scuole a parte, che sono chiuse – e le autorità hanno deciso di richiamare oltre 65mila tra medici e infermieri in pensione. Infettato anche David Frost, capo negoziatore britannico sul dopo Brexit, che da oggi è in auto-isolamento a casa “con sintomi lievi”, registrati dopo gli incontri di Bruxelles delle settimane scorse con la delegazione Ue guidata da Michel Barnier, anche lui contagiato. C’è anche il primo eurodeputato contagiato: è Adam Jarubas del Partito popolare polacco. “Mi trovo all’ospedale e mi sento bene. Ne uscirò e ne usciremo tutti”, ha scritto stamattina su twitter. Fonti dell’Eurocamera precisano che al momento il Parlamento Ue non è a conoscenza di altri casi tra gli eurodeputati, e che il servizio medico dell’Europarlamento è in contatto con Jarubas.




Il ministro francese dell’Economia, Bruno Le Maire, ha lanciato un appello alle aziende francesi affinché versino un bonus esentasse da mille euro ai loro dipendenti, in particolare a coloro che “hanno il coraggio di recarsi sul posto di lavoro”. Intanto Macron ha riunito il consiglio di Difesa: allo studio la proroga del termine delle misure fino al 31 marzo.

Gli Stati Uniti in 24 ore hanno visto raddoppiare i casi: sono arrivati già a 13.133, 193 le vittime. E il governatore della California – 40 milioni di persone – ha invitato tutti a stare a casa: nello stato scatta così il lockdown. Prosegue drammatica la situazione in Iran con altre 149 persone decedute nelle ultime 24 ore e il totale di 1.433 vittime. I casi confermati salgono a 19.644, con 1.237 nuovi contagi in un giorno. I guariti aumentano a 6.745.


Anche in America Latina crescono i timori del contagio e il presidente argentino Alberto Fernandez ha annunciato una quarantena a livello nazionale che comincia alle 4 italiane e finirò il 31 marzo alle 24. In Australia intanto le autorità hanno lanciato un appello urgente a 2.700 passeggeri sbarcati ieri a Sydney dalla nave da crociera Ruby Princess affinché si mettano in auto isolamento dopo che tre di loro (più un membro dell’equipaggio) sono risultati positivi al test del coronavirus.

Nel mondo sono in tutto 242.488 i contagi e 9.885 le vittime secondo i dati aggiornati del Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc), che per Europa e Gran Betagna dà conto di 102.649 casi e 4.885 morti.

L’allarme dell’Oms – “Se sarà ‘ognun per sé’, se si abbandonano alcuni Stati. Se ad esempio si dice all’Italia ‘cavatevela da soli’, l’Europa non si riprenderà”. Le Maire ha lanciato un appello ai Paesi Ue a “essere uniti” per far fronte alla crisi del Coronavirus perché se l’Unione europea abbandona l’Italia, l’Ue “non si riprenderà” più. A lanciare un ulteriore allarme è il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, che nel corso di una conferenza stampa virtuale (“La prima della nostra storia”, sottolineano le Nazioni Unite) ha dichiarato che siamo di fronte a una crisi sanitaria globale diversa da qualsiasi nella storia di 75 anni delle Nazioni Unite e che una recessione globale – forse di dimensioni record – è quasi una certezza. ’Organizzazione internazionale del lavoro (Oil) ha riferito che “i lavoratori di tutto il mondo potrebbero perdere fino a 3.400 miliardi di dollari di reddito entro la fine di quest’anno“.


Spagna – I contagiati sono 19.980, e il numero dei deceduti è 1.002, ha reso noto il direttore del Centro di coordinamento per la crisi, Fernando Simon. Ed “è molto probabile che questi dati fotografino per difetto” la situazione reale, ha precisato. Si sono ammalate nelle ultime 24 ore 2.833 persone in più. I decessi in un giorno, ieri, sono stati 235. I medici spagnoli, secondo quanto prevede un piano elaborato da intensivisti e internisti per far fronte alla carenza di posti letto, vogliono scegliere chi ricoverare in terapia intensiva in base all’aspettativa di vita. “Ammettere un ingresso può significare negarne un altro a un’altra persona che può beneficiarne di più, quindi è necessario evitare il criterio del primo arrivato”, si legge nel documento di raccomandazioni ottenuto da El Mundo, redatto dalla Società Spagnola di Medicina Intensiva e concordato con la Società Spagnola di Medicina Interna. Con le limitate risorse bisogna “massimizzare il beneficio comune”, tra le altre cose “valutando attentamente l’ammissione dei pazienti con un’aspettativa di vita inferiore a due anni”. Allo stesso tempo, chiariscono i medici, il sistema sanitario non può lasciare i pazienti non prioritari non protetti, ma deve “offrire alternative sanitarie di qualità che coprano i bisogni fondamentali delle persone e delle loro famiglie“.

Francia – Il ministro dell’Economia, Bruno Le Maire, ha lanciato un appello alle aziende francesi affinché versino un bonus esentasse ai loro dipendenti, in particolare, coloro che “hanno il coraggio di recarsi sul posto di lavoro”. Intervistato da LCI, Le Maire ha evocato, in particolare, “settori vitali come l’agroalimentare o la grande distribuzione”, con l’auspicio di un bonus di “1.000 euro totalmente esentasse ai loro dipendenti”.


Germania – Lockdown in Baviera, il Land più grande del Paese. Il presidente del Consiglio dei ministri locale, Markus Söder (CSU) ha spiegato che ci sono ancora troppe persone che viaggiano in gruppo e che questo è pericoloso. “Uscire solo in casi eccezionali”, ha tuonato il primo ministro. Le nuove misure saranno monitorate e controllate dalla polizia e dai servizi di ordine pubblico. “Coloro che li violano saranno soggetti a pesanti multe”, ha detto Söder. Secondo il provvedimento sarà possibile uscire di casa solo per fare acquisti indispensabili, andare in farmacia o dal medico, aiutare persone bisognose, visitare il proprio partner o per fare sport. Le attività fisiche saranno consentite però solo da soli o al massimo in coppia. Domenica la cancelliera Angela Merkel ed i governatori dei Land si consulteranno per decidere un’eventuale estensione di queste misure a tutto il Paese.

Regno Unito – Secondo quanto riporta la Bbc il Servizio sanitario nazionale (NHS) sta inviando le lettere ai medici e agli infermieri in pensione in Inghilterra e nel Galles. Inoltre, le autorità hanno chiesto a chiunque abbia lasciato la professione medica negli ultimi tre anni in Scozia di ritornare in servizio.


Olanda – Totale di 106 morti e 2.994 persone positive. I nuovi dati segnalati dalle autorità locali tengono conto dell’aggiornamento delle ultime 24 ore: 30 gli ultimi pazienti morti, mentre sono 534 i nuovi casi di infezione dalla giornata di ieri. Del totale delle persone contagiate 725 lavorano in ambito sanitario, mentre i pazienti ricoverati sono 489. La maggior parte delle persone risultate positive al coronavirus si è registrata nel Brabante settentrionale (1.012).

Svizzera – I casi sono saliti a 4840. Nelle ultime 24 ore sono stati segnalati 952 nuovi contagi, secondo l’ultimo bilancio dell’Ufficio federale della sanità pubblica. I casi confermati sono 4176 e altri 664 sono in corso di valutazione dopo un primo risultato positivo. Ieri i casi confermati erano 3888. I decessi legati al covid-19 sono 43, 10 in più di ieri, secondo i dati dell’ufficio federale. Tutti i cantoni e il Liechtenstein sono interessati dalla malattia. I più colpiti sono il Ticino, con un’incidenza di 230, seguito da Vaud (145,3) e Basilea Città (145,3)


Belgio – Arrivate 5 milioni di mascherine di protezione dalla Cina. Già da stamani è in corso la distribuzione del materiale, che viene assegnato in via prioritaria agli ospedali.

Austria – Salgono a 2.203 i casi, 360 in più rispetto al giorno prima. Le vittime sono 6. Le autorità hanno deciso di prorogare le restrizioni fino al 13 aprile (lunedì di Pasqua): i negozi di alimentari e le drogherie possono essere aperti solo fino alle 19 mentre possono restare aperti i parchi e campi da gioco. L’andamento dei contagi da coronavirus in Austria è “incoraggiante”, ha detto il cancelliere Sebastian Kurz. “Teniamoci forte”, ha detto rivolgendosi agli austriaci in una conferenza stampa. “Non dobbiamo rallentare. Dobbiamo attenerci alle misure che abbiamo adottato”.

Portogallo – Superata la soglia dei mille contagi, con un aumento del 30% nelle ultime 24 ore. Lo riferiscono le autorità sanitarie, citate dai media locali. I casi confermati ad oggi sono 1.020. Oltre 120 sono ricoverati in ospedale, una ventina in terapia intensiva. E sono stati effettuati test di cui si attende l’esito su altre 850 persone. Diverse migliaia i casi sospetti.
In Portogallo, dove finora sono morte 6 persone, le autorità nei giorni scorsi hanno dichiarato lo stato d’emergenza per ridurre gli spostamenti e i contatti della popolazione.


Usa – Domenica senza barbieri, centri estetici e per tatuaggi. Questi esercenti resteranno chiusi negli Stati americani di New York, Connecticut, New Jersey, Pennsylvania. Gli Stati Uniti hanno superato i 13.000 casi di contagio da coronavirus: sono 13.133, raddoppiati in sole 24 ore. Il bilancio delle vittime sale a 193 persone. Questo il quadro che emerge dagli ultimi dati forniti dalle autorità sanitarie federali e locali. Il Connecticut si unisce alla lista degli stati americani che hanno deciso di rinviare le primarie per l’emergenza coronavirus. Il governatore Ned Lamont ha annunciato ieri infatti di aver spostato al 2 giugno le primarie previste per il 28 aprile. “In coordinamento con altri stati ed il nostro segretario di stato e nel tentativo di portare avanti il processo democratico mantenendo la salute pubblica una priorità, ha deciso di spostare al due giugno le primarie presidenziali”, ha scritto il governatore su Twitter. Finora hanno preso la stessa decisione i governatori di Georgia, Louisiana, Kentucky, Maryland, ed Ohio.

Corea del Sud – I nuovi casi sono ritornati a scendere sotto quota 100, a 87, all’indomani dell’impennata inattesa a 152: il Korea Centers for Disease Control and Prevention ha aggiornato i contagi a 8.652, in base ai dati della fine di giovedì. Sono 3 i nuovi decessi, per 94 totali, in gran parte registrati della popolazione più anziata già affetta da altre gravi patologie, come il cancro. Il tasso di mortalità per gli uomini è dell’1,53%, contro lo 0,81% delle donne: quello complessivo resta poco sopra l’l%.


Israele – Con un balzo di oltre 100 casi è salito a 705 il numero in Israele dei positivi all’infezione da coronavirus. Lo ha fatto sapere il ministero della Sanità locale spiegando che la crescita (+23%) è dovuta in parte all’incremento dei test in tutto il Paese che negli ultimi giorni è passato dai 500-700 quotidiani a circa 2.200. Degli oltre 700, sono 10 i casi gravi mentre la maggior parte ha sintomi lievi.

Argentina – Il rispetto della quarantena, ha sottolineato Fernandez, sarà sorvegliato dalla polizia nazionale e locale e dalle forze armate. La misura si aggiunge ad altri provvedimenti già adottati in passato, come la sospensione delle lezioni fino al 31 marzo, e l’obbligo per tutti coloro che entrano in Argentina dall’estero di mettersi in quarantena per 14 giorni. Il presidente Fernández ha chiarito che la quarantena viene disposta con un decreto di necessità ed urgenza che in sostanza dispone che la popolazione deve restare in casa fino a fine mese, salvo le eccezioni concesse per specifiche categorie di persone. Poco prima di questo annuncio, il ministero della Sanità argentino aveva aggiornato il bilancio dei contagiati dal Covid-19 a 126, con un aumento rispetto al giorno precedente di 31 casi.


Brasile – Nell’imminenza di un sensibile aumento dei casi, circa il 60% dei comuni brasiliani – in cui vivono 33,3 milioni di persone – non hanno respiratori disponibili nelle loro unità sanitarie. Questo “deserto di assistenza” – rende noto il portale Uol – è in gran parte concentrato nelle regioni più povere, quelle del nord e del nord-est. L’attrezzatura è essenziale per la cura dei pazienti in condizioni critiche nell’epidemia. Nel Paese sono 6 le persone morte finora a causa del coronavirus, con 621 casi confermati di contagio.

Il presidente Jair Bolsonaro è tornato a polemizzare con i governatori di vari Stati del paese sudamericano, che hanno ordinato la chiusura di negozi e spazi pubblici per prevenire la diffusione del coronavirus, sostenendo che “la gente non può restarsene a casa, deve uscire per guadagnarsi la vita”. “Ci sono autorità statali che stanno annunciando certe misure – ha detto Bolsonaro durante il suo consueto Live settimanale su Facebook – ma a volte quando la medicina è troppo forte finisce che fa male al malato”.


Il presidente brasiliano ha sottolineato che “non vi sono dubbi possibili sul tremendo impatto (della pandemia) sull’economia di tutto il mondo, che non crescerà nel modo previsto”, ma ha aggiunto che “noi speriamo e crediamo che in tre o quattro mesi si sarà raggiunto il picco del virus e fra sei mesi il Brasile comincerà a tornare alla normalità”. Non è la prima volta che Bolsonaro critica quello che ha definito “l’isterismo” o la “nevrosi” con la quale, a suo parere, si sta affrontando la pandemia di coronavirus. Joao Doria e Wilson Witzel, governatori degli Stati di San Paolo e Rio de Janeiro, dove si concentra la maggior parte dei 621 casi di contagio in Brasile, e tutti i 7 deceduti per la malattia – hanno ordinato nelle ultime 48 ore misure restrittive per contenere la diffusione del virus, dalla chiusura dei commerci non essenziali alla cancellazione di eventi pubblici e la riduzione del trasporto pubblico.

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