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Sesto Fiorentino conferisce la cittadinanza onoraria ai bambini sahrawi: «Qui siete a casa»

 



Sesto Fiorentino, 28 luglio 2026 – Un gesto simbolico dal forte valore istituzionale e umano ha rinnovato il legame di amicizia e solidarietà tra Sesto Fiorentino e il popolo sahrawi. Nella Sala del Consiglio comunale, l’Amministrazione ha conferito la cittadinanza onoraria simbolica ai bambini e alle bambine della Repubblica Araba Sahrawi Democratica (RASD), ospiti in Toscana nell’ambito del programma di accoglienza estiva promosso dall’associazionismo solidale.

I bambini sahrawi sono ospitati a Sesto Fiorentino grazie all’impegno dell’associazione Ban Slout Larbi, che da anni contribuisce a mantenere vivo il rapporto di amicizia e cooperazione con il popolo sahrawi.

La cerimonia si è svolta in un clima di grande partecipazione, alla presenza di rappresentanti delle istituzioni locali, delle associazioni, della comunità sahrawi e di numerosi cittadini. Al centro dell’aula consiliare, insieme ai bambini in abiti tradizionali, era esposta la bandiera della Repubblica Araba Sahrawi Democratica.

Ad aprire la seduta è stata la Presidente del Consiglio comunale, Silvia Bicchi, che ha accolto i piccoli ospiti anche con un caloroso «¡Bienvenidos niños!».

«È con grande emozione e orgoglio che apro quella che è la seduta più bella dell’anno», ha sottolineato la presidente, ricordando come l’accoglienza dei bambini sahrawi rappresenti un momento particolarmente significativo nel calendario istituzionale della città.

Rivolgendosi direttamente ai piccoli ospiti, ha evidenziato che accogliere bambini, rappresentanti della RASD e volontari significa anche «accogliere la speranza nella pace e la fiducia nelle istituzioni». Da Sesto Fiorentino, ha aggiunto, parte dunque un messaggio preciso: «Un futuro di pace è possibile».

La cittadinanza onoraria, pur avendo carattere simbolico, assume così un significato che va oltre la cerimonia. «Voi qui siete a casa e potete tornare a casa tutte le volte che vorrete», è stato il messaggio rivolto ai bambini, accolto dagli applausi dell’intera aula.

Quarant’anni di amicizia e solidarietà:

Nel corso della cerimonia è stato più volte ricordato il lungo rapporto che lega Sesto Fiorentino al popolo sahrawi. Una collaborazione costruita nel corso di circa quarant’anni e rafforzata attraverso iniziative di accoglienza, solidarietà, scambi e rapporti istituzionali.

Un rappresentante dell’associazionismo ha ribadito la volontà di proseguire questo impegno: una storia «molto lunga, di 40 anni», ma accompagnata dalla determinazione ad andare avanti, perché «se i Sahrawi non si arrendono, sicuramente non ci arrenderemo noi».

È stato inoltre ricordato il rapporto di gemellaggio e amicizia con la daira di Mahbes, rinnovato nel 2024, che rappresenta uno dei pilastri della collaborazione tra le due comunità.

A portare il saluto della parte sahrawi è intervenuto anche Abdalahi Bucheiba, rappresentante del Fronte Polisario in Toscana, che ha espresso gratitudine per l’accoglienza e per il significato attribuito alla cerimonia.

Nel suo intervento, Bucheiba ha sottolineato come il conferimento della cittadinanza onoraria, pur essendo formalmente simbolico, abbia per la comunità sahrawi un valore profondo: «Per noi significa molto», ha affermato, invitando i bambini a considerarsi cittadini della città e ribadendo che «il popolo sahrawi è sempre benvenuto qui».

«Il popolo sahrawi ha diritto all’autodeterminazione»:

Nel suo intervento, il rappresentante sahrawi ha richiamato anche il principio dell’autodeterminazione del popolo del Sahara Occidentale, sottolineando il valore del sostegno espresso nel tempo dalle istituzioni e dalla società civile.

«Siamo tra le persone convinte che la Repubblica Araba Democratica Sahrawi e il popolo Sahrawi abbiano il diritto all’autodeterminazione», ha affermato, ricevendo al termine del discorso un lungo applauso dalla platea.

La cerimonia ha inoltre rappresentato un momento di incontro tra le diverse realtà che da anni sostengono l’accoglienza dei bambini sahrawi. Sono stati portati i saluti delle scuole, delle associazioni e della comunità locale, tra cui l’Associazione Anziani di Sesto Fiorentino, che ha ricordato il proprio storico impegno al fianco del popolo sahrawi e, in particolare, dei bambini ospitati in città.

Un messaggio di pace attraverso i bambini:

La presenza dei piccoli ambasciatori sahrawi nella Sala del Consiglio comunale ha trasformato la cerimonia in un momento di particolare intensità, nel quale l’accoglienza è diventata anche un messaggio di pace, solidarietà e vicinanza tra popoli.

Sulle pareti e lungo i banchi dell’aula erano presenti anche manifesti dedicati alla campagna internazionale per la liberazione dei prigionieri sahrawi detenuti nelle carceri marocchine, a testimonianza della dimensione più ampia della solidarietà espressa dalla società civile.

Con il conferimento della cittadinanza onoraria simbolica, Sesto Fiorentino ha così rinnovato una tradizione consolidata e ribadito il proprio legame con il popolo sahrawi. Un legame che, attraverso l’accoglienza dei bambini, continua a trasformarsi in un ponte concreto di amicizia, memoria e speranza.

Un gesto simbolico, dunque, ma anche un messaggio politico e umano: per Sesto Fiorentino, i bambini sahrawi non sono semplicemente ospiti. «Qui siete a casa».


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