Bruxelles, 28 luglio 2026 – Un gruppo di eurodeputati ha presentato un’interrogazione scritta alla Commissione europea per chiedere una risposta chiara e concreta sull’aumento degli attacchi con droni contro la popolazione civile saharawi nei territori liberati del Sahara Occidentale. L’iniziativa richiama l’attenzione dell’Unione europea sulla necessità di garantire il rispetto del diritto internazionale umanitario e la protezione dei civili in un contesto di crescente tensione militare.
L’interrogazione parlamentare E-002880/2026, depositata il 13 luglio 2026 ai sensi dell’articolo 144 del Regolamento del Parlamento europeo, è stata firmata da eurodeputati appartenenti ai gruppi La Sinistra, Verdi/ALE e Renew Europe e indirizzata al vicepresidente della Commissione europea e Alto rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza.
I parlamentari denunciano che, dalla ripresa delle ostilità nel novembre 2020, si sarebbe registrato un aumento degli attacchi con droni condotti dalle forze armate marocchine contro obiettivi civili situati a est del muro militare marocchino, conosciuto come Berm.
Secondo i dati citati nell’interrogazione, forniti dall’Ufficio saharawi per il coordinamento delle attività di sminamento (SMACO), tra il 2021 e il 2025 sarebbero stati documentati 129 attacchi con droni, con un bilancio superiore a 310 vittime, tra cui donne e minori.
Gli eurodeputati sottolineano che molte delle persone colpite non erano coinvolte in operazioni militari, ma erano pastori, viaggiatori o civili impegnati nelle loro attività quotidiane. Secondo la documentazione richiamata nell’interrogazione, alcuni attacchi sarebbero avvenuti anche a centinaia di chilometri dalle aree direttamente interessate dagli scontri armati.
Il rapporto citato evidenzia inoltre che circa il 63% delle vittime sarebbe deceduto a seguito degli attacchi. Tra le conseguenze denunciate figurano anche lo sfollamento forzato di alcune comunità, la distruzione di veicoli e strumenti di sostentamento, oltre a gravi ripercussioni psicologiche sui sopravvissuti e sulle loro famiglie.
Gli eurodeputati richiamano l’attenzione sulle possibili violazioni dei principi fondamentali del diritto internazionale umanitario, tra cui quelli di distinzione tra obiettivi militari e civili, proporzionalità, precauzione e necessità militare, principi che devono guidare ogni condotta durante un conflitto armato.
Nell’interrogazione viene inoltre ricordato che, secondo le Nazioni Unite, il Sahara Occidentale resta un territorio non autonomo in attesa di decolonizzazione, e che la questione continua a essere al centro del processo politico guidato dall’ONU.
Tre richieste alla diplomazia europea:
Gli eurodeputati hanno rivolto tre domande principali all’Alto rappresentante dell’Unione europea:
- L’UE intende promuovere un’indagine internazionale, indipendente e imparziale sugli attacchi contro la popolazione civile saharawi?
- La Commissione europea ritiene compatibile il mantenimento degli accordi commerciali con il Marocco alla luce delle accuse di violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario nel Sahara Occidentale?
- Quali misure adotterà l’Unione europea per garantire che nessuna tecnologia, componente, finanziamento o forma di cooperazione militare proveniente dall’UE o dai suoi Stati membri possa contribuire, direttamente o indirettamente, ad attacchi contro la popolazione civile saharawi?
La risposta dell’Alto rappresentante europeo sarà seguita con particolare attenzione, poiché potrebbe definire la posizione ufficiale della Commissione europea rispetto alle accuse di violazioni dei diritti umani e alla protezione dei civili nel Sahara Occidentale.
L’iniziativa parlamentare riporta così al centro del dibattito europeo il tema della responsabilità internazionale, del rispetto del diritto umanitario e del ruolo dell’Unione europea nella tutela delle popolazioni civili coinvolte nei conflitti e nelle crisi territoriali ancora irrisolte.
