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Sahara Occidentale, l’opposizione svedese promette un ritorno alla linea del diritto internazionale dopo le elezioni



Stoccolma, 6 luglio 2026 – I principali partiti dell'opposizione svedese si impegnano a ripristinare la tradizionale politica estera della Svezia sul Sahara Occidentale, fondata sul diritto internazionale e sul principio di autodeterminazione del popolo saharawi, qualora conquistassero la guida del governo dopo le prossime elezioni. È quanto emerge da un sondaggio politico pubblicato dall'organizzazione svedese per i diritti umani Article2.

L'indagine arriva a pochi mesi dalla decisione dell'attuale esecutivo svedese di sostenere il piano di autonomia proposto dal Marocco, definendolo una "base credibile" per la soluzione del conflitto nel Sahara Occidentale. Una scelta che, secondo Article2 e i partiti di opposizione che hanno partecipato al sondaggio, rappresenta una significativa discontinuità rispetto alla storica posizione della diplomazia svedese, tradizionalmente ancorata al diritto internazionale e al processo di pace guidato dalle Nazioni Unite.

Secondo i risultati dell'indagine, i partiti di opposizione condividono la convinzione che il futuro status del Sahara Occidentale debba essere determinato esclusivamente attraverso l'esercizio del diritto all'autodeterminazione del popolo saharawi, riconosciuto dal diritto internazionale, e non mediante soluzioni unilaterali promosse da una delle parti coinvolte nel conflitto.

A commentare il rapporto è stato il direttore del programma di Article2, Sinan Ferhan, che ha espresso forti critiche nei confronti dell'attuale orientamento del governo svedese.

"È impossibile sostenere la proposta della potenza occupante e, allo stesso tempo, affermare di difendere il diritto all'autodeterminazione", ha dichiarato Ferhan. "Il piano di autonomia del Marocco esclude l'opzione dell'indipendenza. Assumerlo come punto di partenza dei negoziati significa predeterminarne l'esito."

Tra i partiti che hanno preso posizione figura il Partito Socialdemocratico, indicato dai sondaggi come la principale forza politica in vista delle prossime elezioni, che ha confermato l'intenzione di ripristinare la precedente linea della politica estera svedese qualora entrasse a far parte del futuro governo.

Anche il Partito di Centro ha ribadito che la Svezia dovrebbe sostenere un processo negoziale imparziale sotto l'egida delle Nazioni Unite, evitando di favorire preventivamente una delle proposte avanzate dalle parti coinvolte.

Secondo Article2, tutti i partiti di opposizione che hanno risposto al questionario hanno espresso sostegno al diritto internazionale e al quadro multilaterale che regola il processo di pace delle Nazioni Unite per il Sahara Occidentale.

L'organizzazione osserva inoltre che i Democratici Svedesi, principale forza parlamentare di sostegno all'attuale governo, hanno dichiarato di non disporre, al momento, di una posizione ufficiale sul Sahara Occidentale, pur sostenendo la coalizione che ha adottato la nuova linea politica.

Nel rapporto, Article2 definisce il recente cambio di orientamento della Svezia come una rottura con una politica estera costruita in decenni di sostegno ai principi della decolonizzazione e del diritto internazionale. Fino a quest'anno, infatti, Stoccolma aveva mantenuto una posizione di neutralità sullo status finale del territorio, sostenendo costantemente il diritto del popolo saharawi all'autodeterminazione nel quadro delle Nazioni Unite.

L'organizzazione sottolinea inoltre che la Svezia ha tradizionalmente goduto di un riconoscimento internazionale per la coerenza della propria politica estera in materia di diritti umani, legalità internazionale e rispetto del diritto dei popoli all'autodeterminazione, indipendentemente dall'alternanza dei governi.

Nel documento viene infine ricordato che il popolo saharawi vive da oltre cinquant'anni sotto occupazione marocchina e che una parte consistente della popolazione continua a vivere nei campi profughi. Article2 richiama inoltre l'attenzione sul continuo sfruttamento delle risorse naturali del territorio e sull'espansione degli insediamenti marocchini nel Sahara Occidentale.

Per il Segretario generale di Article2, Brian Kelly, la convergenza dell'opposizione rappresenta un segnale significativo.

"In un momento in cui l'ordine internazionale basato sulle regole è sottoposto a crescenti pressioni, è motivo di preoccupazione che la Svezia si sia allontanata dal diritto internazionale", ha affermato Kelly. "È pertanto incoraggiante constatare che le forze di opposizione siano unite nell'impegno a ripristinare il ruolo della Svezia quale sostenitrice del diritto internazionale."

L'indagine è stata realizzata nel giugno 2026 attraverso un questionario scritto inviato a tutti i partiti rappresentati nel Parlamento svedese. Hanno partecipato il Partito Socialdemocratico, il Partito di Centro, i Liberali, i Verdi, i Moderati, il Partito della Sinistra e i Democratici Svedesi, mentre i Cristiano-Democratici non hanno risposto.

Il rapporto è stato diffuso da Article2 il 3 luglio 2026 attraverso il servizio svedese di distribuzione di comunicati stampa Cision.

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