Roma, 4 luglio 2026 – Sono arrivati nelle prime ore della mattinata di sabato 4 luglio, alle ore 6, i bambini saharawi protagonisti dell’edizione 2026 del progetto “Piccoli Ambasciatori di Pace”, storica iniziativa di accoglienza internazionale che ogni anno coinvolge l’Italia e i campi profughi saharawi di Tindouf, in Algeria.
Ad accoglierli all’arrivo a Roma erano presenti la rappresentanza del Fronte Polisario in Italia e la Rete delle associazioni solidali con il popolo saharawi, che daranno avvio a un periodo di circa due mesi di soggiorno, caratterizzato da cure mediche, attività educative, ricreative e iniziative di sensibilizzazione sulla situazione del Sahara Occidentale.
Il progetto, nato nel 1982, rappresenta una delle più longeve esperienze di solidarietà internazionale in Italia. In oltre quarant’anni di attività ha permesso a più di 15.000 bambine e bambini saharawi di trascorrere periodi di accoglienza nel Paese, grazie al coinvolgimento di associazioni, enti locali, famiglie ospitanti e migliaia di volontari.
L’edizione 2026 interesserà oltre 120 minori, accolti in sette regioni italiane – Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio e Campania – attraverso il coordinamento della Rete Saharawi, in collaborazione con la Rappresentanza del Fronte Polisario in Italia, le associazioni territoriali e il Ministero della Gioventù e dello Sport della Repubblica Araba Saharawi Democratica. Per gli aspetti autorizzativi e organizzativi, il progetto è realizzato anche in collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali italiano.
Durante il soggiorno, i bambini saranno sottoposti a controlli medici specialistici e inseriti in attività educative, sportive e culturali. Il programma mira inoltre a favorire uno scambio interculturale basato sul rispetto dell’identità linguistica, culturale e religiosa dei minori e dei loro legami familiari.
Negli ultimi due anni, la rete promotrice ha coinvolto oltre 4.000 volontari e organizzato più di 230 incontri istituzionali con enti locali, Regioni, Parlamento e realtà della società civile, contribuendo a rafforzare la conoscenza della causa saharawi e le relazioni di cooperazione tra Italia e popolo saharawi.
Ogni edizione del progetto richiede una lunga fase preparatoria che comprende la selezione dei minori, la formazione degli accompagnatori, l’organizzazione dei viaggi e il coordinamento sanitario e logistico. Un impegno complesso reso possibile in larga parte dal volontariato e dall’autofinanziamento delle associazioni coinvolte.
Durante i mesi di permanenza in Italia sono previsti incontri pubblici, conferenze stampa, eventi istituzionali e iniziative culturali con la partecipazione delle delegazioni saharawi e delle comunità ospitanti, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla situazione del Sahara Occidentale e sull’importanza della cooperazione internazionale.
La Rete Saharawi ha confermato la propria disponibilità a fornire informazioni e interviste a media, emittenti televisive, radio e testate online per tutta la durata del progetto.
Con l’edizione 2026, i “Piccoli Ambasciatori di Pace Saharawi” confermano il loro ruolo di ponte solidale tra Italia e popolo saharawi, trasformando l’accoglienza in uno strumento concreto di cooperazione, amicizia e promozione della pace.
