Algeri, 29 luglio 2026 – La questione del Sahara Occidentale resta una questione di decolonizzazione iscritta nell’agenda delle Nazioni Unite. A ribadirlo è stato l’ambasciatore della Repubblica Sahrawi in Algeria, Khatri Addouh, che ha lanciato un monito contro ogni tentativo di modificarne la natura giuridica e politica o di promuovere soluzioni che, a suo giudizio, prescindano dal diritto del popolo sahrawi all’autodeterminazione.
L’intervento è stato pronunciato martedì, durante la seconda e conclusiva giornata del simposio scientifico «La questione del Sahara Occidentale: radici storiche, situazione attuale e prospettive alla luce degli sviluppi internazionali», organizzato dall’Istituto nazionale algerino per gli studi strategici integrati in collaborazione con il Centro sahrawi per gli studi strategici, presso la sede dell’Istituto ad Algeri.
Il processo politico dell’ONU:
Nel suo intervento, Khatri Addouh ha analizzato gli ultimi sviluppi del processo politico promosso dalle Nazioni Unite, soffermandosi sulle disposizioni della Risoluzione 2797 (2025) del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.
Secondo l’interpretazione espressa dall’ambasciatore, la risoluzione confermerebbe la necessità di mantenere un approccio negoziale e consensuale alla ricerca di una soluzione al conflitto, nonostante quelli che ha definito tentativi di condizionare il percorso diplomatico.
Khatri Addouh ha inoltre sottolineato che, nonostante le riserve espresse dalla parte sahrawi, la risoluzione – secondo la sua lettura – non riconosce al Marocco la sovranità sul Sahara Occidentale, né indica la proposta marocchina di autonomia come unica base per una soluzione.
A suo giudizio, il testo lascerebbe quindi spazio a differenti idee e proposte finalizzate al raggiungimento di una soluzione politica giusta e duratura, nel rispetto del diritto del popolo sahrawi all’autodeterminazione.
L’ambasciatore ha inoltre evidenziato il rinnovo del mandato della Missione delle Nazioni Unite per il Referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO), affermando che il mandato della missione non sarebbe stato modificato.
La proposta del Fronte Polisario:
Nel corso del suo intervento, Khatri Addouh ha richiamato anche la proposta ampliata presentata dal Fronte Polisario al Segretario generale delle Nazioni Unite nell’ottobre 2025.
L’iniziativa, secondo l’ambasciatore, rappresenterebbe una dimostrazione dell’impegno della parte sahrawi a raggiungere una soluzione pacifica, giusta e duratura, fondata sullo svolgimento di un referendum libero ed equo di autodeterminazione.
La proposta, ha aggiunto, comprenderebbe anche la disponibilità del Fronte Polisario a negoziare con il Marocco relazioni strategiche e garanzie reciproche per il periodo successivo al referendum, nel caso in cui il popolo sahrawi optasse per l’indipendenza.
«Nessuna soluzione senza il consenso del popolo sahrawi»:
Parlando degli ultimi sforzi diplomatici internazionali, l’ambasciatore ha fatto riferimento agli incontri ministeriali informali svolti con la partecipazione delle Nazioni Unite, degli Stati Uniti e delle due parti coinvolte nel conflitto.
Secondo Khatri Addouh, il Fronte Polisario avrebbe partecipato ai colloqui in buona fede, ribadendo tuttavia che nessuna soluzione potrà essere considerata legittima se non garantirà al popolo sahrawi l’esercizio del proprio diritto inalienabile all’autodeterminazione e se non sarà successivamente sottoposta alla sua libera e democratica approvazione.
«Il Sahara Occidentale non è una semplice disputa politica»:
In conclusione, Khatri Addouh ha respinto qualsiasi tentativo di ridefinire la questione del Sahara Occidentale come una semplice controversia sulla condivisione del potere, sostenendo che una simile impostazione ne altererebbe la natura di questione di decolonizzazione.
Per l’ambasciatore, ricondurre il conflitto a una disputa politica interna, ignorando il diritto all’autodeterminazione del popolo sahrawi, rappresenterebbe una grave violazione dei principi del diritto internazionale e rischierebbe di indebolire la credibilità dell’ordinamento internazionale.
Khatri Addouh ha quindi rivolto un appello alla comunità internazionale affinché sostenga gli sforzi delle Nazioni Unite per consentire al popolo sahrawi di esercitare il proprio diritto all’autodeterminazione e all’indipendenza, indicando in questo percorso la condizione, secondo la posizione sahrawi, per una pace giusta e duratura nel Sahara Occidentale e nella regione.
