Algeri, 29 luglio 2026 – Si è concluso martedì 28 luglio ad Algeri il forum scientifico dedicato alla questione del Sahara Occidentale, organizzato dall’Istituto nazionale algerino per gli studi strategici globali in collaborazione con il Centro sahrawi per gli studi strategici. Al termine dei lavori, i partecipanti hanno ribadito che una soluzione giusta e duratura deve fondarsi sul rispetto del diritto internazionale e sul diritto del popolo sahrawi all’autodeterminazione, da esercitare attraverso un referendum libero ed equo.
La seconda e ultima giornata del forum ha visto la partecipazione dell’ambasciatore della Repubblica Sahrawi in Algeria, Khatri Addouh, che ha tenuto una conferenza dal titolo «Prospettive per una soluzione e un accordo futuri».
Nel suo intervento, Addouh ha richiamato l’intesa raggiunta dalle due parti nel 1991, incentrata sull’organizzazione di un referendum di autodeterminazione sotto la supervisione delle Nazioni Unite. Secondo l’ambasciatore, tale percorso rappresenta la strada per una soluzione politica giusta e duratura e richiede un rinnovato impegno della comunità internazionale a sostegno degli sforzi dell’ONU per completare il processo di decolonizzazione del Sahara Occidentale.
«Rafforzare la mobilitazione internazionale»:
A chiudere i lavori è stato Abdelaziz Moujahid, presidente dell’Istituto nazionale algerino per gli studi strategici globali, che ha richiamato le origini storiche delle politiche espansionistiche marocchine, collocandole negli anni Quaranta.
Moujahid ha quindi auspicato una maggiore mobilitazione del mondo accademico, dei media e delle istituzioni politiche a sostegno del diritto del popolo sahrawi all’autodeterminazione e all’indipendenza.
Diritti umani, responsabilità e ricorsi internazionali:
Particolare attenzione è stata dedicata durante il forum alla situazione dei diritti umani nei territori del Sahara Occidentale sotto controllo marocchino.
Gli esperti di diritto hanno sollecitato un rafforzamento dei meccanismi di responsabilità giudiziaria per le violazioni denunciate, attraverso una maggiore internazionalizzazione dei casi e il ricorso agli organi giudiziari internazionali e regionali.
I partecipanti hanno inoltre sottolineato l'esigenza di sviluppare strumenti più efficaci per contrastare le narrazioni e le campagne di disinformazione che, secondo quanto emerso dal forum, mirerebbero a oscurare il diritto del popolo sahrawi all’autodeterminazione.
Le raccomandazioni finali:
Nelle raccomandazioni conclusive, i partecipanti hanno ribadito la necessità di rispettare la legittimità internazionale e attuare le risoluzioni delle Nazioni Unite relative al processo di decolonizzazione del Sahara Occidentale.
È stata inoltre rinnovata la richiesta di ampliare il mandato della Missione delle Nazioni Unite per il Referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO), includendo un meccanismo di monitoraggio e tutela dei diritti umani nel territorio.
Tra le proposte figura anche la tutela del diritto del popolo sahrawi alla sovranità permanente sulle proprie risorse naturali, tema considerato dai partecipanti strettamente connesso al diritto all’autodeterminazione.
Il forum ha inoltre raccomandato di rafforzare il ruolo della società civile nel monitoraggio e nella documentazione delle violazioni denunciate, sostenendo le vittime nell’eventuale presentazione di ricorsi individuali e collettivi davanti alle giurisdizioni internazionali e regionali.
Tra le proposte avanzate figura anche la nomina di un relatore speciale sulla situazione dei diritti umani nel Sahara Occidentale nell’ambito del Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani.
Risorse naturali e informazione:
Un altro capitolo delle raccomandazioni ha riguardato lo sfruttamento delle risorse naturali del Sahara Occidentale e il ruolo dell’informazione.
I partecipanti hanno sottolineato l’importanza di documentare e denunciare quello che hanno definito il saccheggio delle risorse del territorio e di contrastare le campagne di disinformazione attraverso un’informazione fondata su dati verificabili e fonti attendibili.
È stata inoltre evidenziata la necessità di sviluppare programmi di formazione specialistica per operatori dei media e una strategia di comunicazione internazionale coordinata, capace di sostenere la diffusione di contenuti digitali multilingue.
Secondo le raccomandazioni finali, tale strategia dovrebbe avvalersi di fonti affidabili, strumenti scientifici e metodologie di monitoraggio e analisi del discorso mediatico internazionale, con l’obiettivo di offrire una lettura documentata della questione del Sahara Occidentale.
Con queste indicazioni si sono conclusi ad Algeri i lavori del forum, che ha posto al centro del dibattito diritto internazionale, autodeterminazione, tutela dei diritti umani, risorse naturali e informazione, ribadendo la necessità di mantenere la questione del Sahara Occidentale nel quadro del processo di decolonizzazione delle Nazioni Unite.
