Città del Messico, 28 luglio 2026 – Il Museo Nazionale delle Culture del Mondo di Città del Messico ha ospitato sabato la Giornata Internazionale dedicata ad Aminetou Haidar, simbolo della resistenza pacifica del popolo saharawi, ex prigioniera politica e presidente dell'Autorità Saharawi contro l'Occupazione Marocchina (ISACOM).
L'iniziativa, organizzata dall'Associazione Messicana di Solidarietà con il Popolo Saharawi (AMASAH) in collaborazione con l'Ambasciata della Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD) in Messico, si è svolta con il titolo "Prigionieri politici e desaparecidos saharawi. La lotta delle donne per riportarli a casa", riunendo accademici, giuristi, ricercatori, studenti universitari e difensori dei diritti umani per riaffermare il sostegno alla causa saharawi.
Ad aprire i lavori è stata Layla Sánchez Kuri dell'Università Nazionale Autonoma del Messico (UNAM), che ha moderato l'intera giornata. I saluti istituzionali sono stati affidati ad Alejandro Gómez Colorado, direttore del Museo Nazionale delle Culture del Mondo, e ad Ricardo Fuentes, presidente di AMASAH.
Uno dei momenti più significativi dell'evento è stato l'intervento in videocollegamento di Aminetou Haidar, che ha rivolto un messaggio ai partecipanti, ringraziando per la solidarietà internazionale e ribadendo l'importanza della difesa dei diritti umani nel Sahara Occidentale.
Il programma ha inoltre previsto la presentazione del libro "Semblanza de Aminetou Haidar", curata da Elizabeth Haro, segretaria generale di AMASAH, oltre a una serie di conferenze dedicate al ruolo delle donne saharawi nella difesa dei diritti umani e nella ricerca della verità sui prigionieri politici e sui desaparecidos.
Tra gli interventi principali figuravano la relazione di Erdel Flores, intitolata "Il ruolo delle donne saharawi nell'esigere il rispetto dei diritti umani dei prigionieri politici saharawi: realtà e prospettive", e quella della consulente politica Dina Luna, che ha affrontato il tema "Sostenere gli ex prigionieri e le donne saharawi di fronte alla persecuzione politica".
Nel corso della giornata è stato inoltre proiettato un videomessaggio di Inés Miranda, presidente dell'Associazione Internazionale dei Giuristi del Sahara Occidentale (IAJUWS), mentre Valeria Ysunza dell'UNAM ha presentato una conferenza dedicata alle donne saharawi impegnate nella ricostruzione e nella difesa del proprio territorio.
L'evento è stato arricchito anche dalla presentazione dell'opera audiovisiva "Retrato Hablado" del regista Pierre Reissenweber, dedicata alla figura e all'impegno di Aminetou Haidar, seguita dal saluto ufficiale dell'ambasciatore della RASD in Messico, Mohamed Salem Abdesamad, che ha ribadito la solidità delle relazioni tra il Messico e il popolo saharawi e ha ringraziato le organizzazioni della società civile per il loro costante sostegno.
Nel corso degli interventi, i relatori hanno approfondito gli aspetti giuridici, politici e umanitari del conflitto nel Sahara Occidentale, rendendo omaggio al coraggio e alla determinazione di Aminetou Haidar, spesso definita il "Gandhi saharawi" per il suo impegno non violento in favore della libertà, della giustizia e dell'autodeterminazione del popolo saharawi.
Ampio spazio è stato dedicato alla situazione dei diritti umani nei territori occupati del Sahara Occidentale. I partecipanti hanno denunciato il persistente deterioramento delle condizioni della popolazione saharawi, citando arresti arbitrari, sparizioni forzate, il ritrovamento di fosse comuni e procedimenti giudiziari celebrati davanti a tribunali militari contro attivisti civili, definiti dai relatori come "processi farsa".
La giornata commemorativa si è così confermata un'importante piattaforma internazionale di sensibilizzazione e denuncia, volta a mantenere alta l'attenzione sulle violazioni dei diritti umani nel Sahara Occidentale e a dare voce alle vittime dell'occupazione.
Al termine dell'iniziativa, tutti i partecipanti hanno rivolto un appello alla comunità internazionale affinché intervenga con decisione per garantire il rispetto del diritto internazionale e ottenere l'immediato e incondizionato rilascio di tutti i prigionieri politici saharawi, tra cui Naâma Asfari e gli altri detenuti del gruppo di Gdeim Izik, considerati da numerose organizzazioni internazionali simboli della repressione nei territori occupati.
La manifestazione si è conclusa in un clima di solidarietà e condivisione con una degustazione di datteri e tè saharawi, momento simbolico dedicato alla cultura e all'ospitalità del popolo saharawi, a conferma dei profondi legami di amicizia tra il Messico e la Repubblica Araba Saharawi Democratica.
