Sahara Occidentale, 23 luglio 2026 – Il prigioniero civile saharawi Hametou Lakouiri ha avviato lunedì uno sciopero della fame di avvertimento della durata di 48 ore all'interno del carcere locale di Safi, in Marocco. L'iniziativa è stata intrapresa in segno di solidarietà con il prigioniero politico saharawi Naâma Asfari, in sciopero della fame a tempo indeterminato dall'8 giugno 2026, e con tutti i detenuti saharawi rinchiusi nelle carceri marocchine.
Secondo quanto reso noto, la protesta rappresenta anche una denuncia contro le condizioni di detenzione e i presunti maltrattamenti subiti all'interno dell'istituto penitenziario. Hametou Lakouiri contesta in particolare le restrizioni imposte dall'amministrazione carceraria e la decisione di mantenerlo in celle condivise con detenuti condannati per reati comuni, tra cui autori di omicidi e altri gravi crimini, una situazione che il prigioniero considera incompatibile con gli standard internazionali per il trattamento dei detenuti.
La protesta richiama inoltre l'attenzione sulle Regole minime standard delle Nazioni Unite per il trattamento dei detenuti (Regole Mandela), che stabiliscono principi fondamentali per garantire il rispetto della dignità e dei diritti delle persone private della libertà.
Hametou Lakouiri sta attualmente scontando una condanna a 20 anni di reclusione, pronunciata dalle autorità marocchine. Secondo le organizzazioni e gli attivisti che seguono il caso, la sentenza sarebbe il risultato di un procedimento giudiziario privo delle garanzie fondamentali di un equo processo e basato su accuse contestate dalla difesa.
Il nuovo sciopero della fame si inserisce in un contesto di crescente mobilitazione dei prigionieri saharawi detenuti nelle carceri marocchine, mentre continuano gli appelli di organizzazioni per i diritti umani affinché vengano garantiti il rispetto dei diritti fondamentali dei detenuti e il monitoraggio indipendente delle loro condizioni di detenzione.
