WASHINGTON (Stati Uniti), 24 luglio 2026 – Il Robert F. Kennedy Human Rights Center ha lanciato un nuovo appello alle autorità marocchine chiedendo il rilascio immediato e senza condizioni dell'attivista saharawi e difensore dei diritti umani Naama Asfari, esprimendo forte preoccupazione per il deterioramento delle sue condizioni di salute dopo oltre un mese di sciopero della fame a tempo indeterminato iniziato l’8 giugno 2026.
In una dichiarazione ufficiale, il Centro ha invitato le autorità marocchine a rispondere alle richieste avanzate da Asfari e ad avviare un dialogo costruttivo per consentire la conclusione dello sciopero della fame. L'organizzazione ha inoltre sottolineato la necessità urgente di garantire all'attivista l'accesso a cure mediche indipendenti, nonché il ripristino di una comunicazione regolare con la sua famiglia, alla luce delle crescenti preoccupazioni per la sua salute e la sua sicurezza.
Il comunicato ha riportato anche le dichiarazioni della presidente del Robert F. Kennedy Human Rights Center, Kerry Kennedy, secondo cui la permanenza in carcere di Naama Asfari, nonostante le decisioni e le raccomandazioni degli organismi delle Nazioni Unite relative al suo caso, costituisce "una perpetuazione dell'impunità".
Secondo il Centro, le autorità marocchine non avrebbero dato seguito alle raccomandazioni delle Nazioni Unite e avrebbero continuato a esercitare pressioni nei confronti di Asfari e dei suoi familiari. La stessa organizzazione ha riferito che l'attivista avrebbe perso circa dieci chilogrammi dall'inizio dello sciopero della fame e che i contatti con la famiglia sarebbero stati interrotti dal 13 luglio.
Il Robert F. Kennedy Human Rights Center ha ribadito che il protrarsi della detenzione di Asfari, nonostante gli appelli internazionali e le decisioni degli organismi delle Nazioni Unite, rappresenta una grave minaccia per la sua vita e un ulteriore elemento di preoccupazione rispetto alla situazione dei difensori dei diritti umani saharawi.
L'organizzazione ha infine esortato le autorità marocchine a rispettare gli obblighi internazionali in materia di diritti umani, ad attuare le raccomandazioni delle Nazioni Unite e ad adottare misure immediate per garantire la tutela della salute e dell'incolumità di Naama Asfari.
