Sahara occidentale, 6, giugno 2026 – Cresce la preoccupazione per una nuova escalation militare nel Sahara Occidentale. Fonti locali e l'Ufficio Saharawi di Coordinamento per l'Azione contro le Mine (SMACO) hanno denunciato un attacco condotto da un drone delle forze marocchine contro una tenda e alcuni veicoli civili nella zona di Aglibat Al-Foula (Qalibat Al-Foula), nei territori saharawi liberati.
Secondo le prime informazioni disponibili, il raid avrebbe provocato danni materiali e perdite ancora in fase di accertamento. Le autorità locali stanno raccogliendo ulteriori elementi per chiarire la dinamica dell'accaduto e verificare l'entità delle conseguenze dell'attacco.
L'episodio si verifica in un momento particolarmente delicato, segnato dai contatti e dai negoziati in corso tra il Fronte Polisario e il Regno del Marocco, sotto l'egida delle Nazioni Unite e con il coinvolgimento degli Stati Uniti, nel tentativo di rilanciare il processo politico per la soluzione del conflitto nel Sahara Occidentale.
La condanna di SMACO:
In una nota ufficiale, SMACO ha condannato fermamente l'attacco contro il veicolo civile e la tenda situati nell'area di Aglibat Al-Foula, sottolineando che il bersagliamento di civili rappresenta una grave violazione del diritto internazionale umanitario.
L'organizzazione ha ricordato che il principio di distinzione tra civili e combattenti costituisce uno dei pilastri fondamentali delle Convenzioni di Ginevra, le quali impongono la protezione della popolazione civile e vietano espressamente gli attacchi contro persone non coinvolte nelle ostilità.
L'allarme sull'uso dei droni:
Negli ultimi anni, organizzazioni saharawi e osservatori internazionali hanno più volte denunciato il crescente impiego di droni armati da parte delle forze marocchine nelle aree desertiche del Sahara Occidentale.
In precedenza, il quotidiano francese Le Monde aveva riportato dati e testimonianze raccolte nei campi profughi saharawi della regione di Tindouf riguardanti gli effetti delle operazioni condotte mediante droni dopo la ripresa delle ostilità nel novembre 2020. Secondo le informazioni citate dal giornale, numerosi civili, tra cui pastori nomadi impegnati nelle attività di pascolo, sarebbero stati colpiti durante questi attacchi.
Le associazioni saharawi per i diritti umani continuano a chiedere l'apertura di indagini internazionali indipendenti sugli episodi che coinvolgono la popolazione civile nelle aree interessate dal conflitto, affinché siano accertate eventuali responsabilità e garantita la tutela dei civili prevista dal diritto internazionale.
Un clima di crescente tensione:
Il nuovo episodio ad Aglibat Al-Foula rischia di alimentare ulteriormente le tensioni nella regione e di compromettere gli sforzi diplomatici in corso. Le organizzazioni saharawi hanno rinnovato l'appello alla comunità internazionale affinché intervenga per garantire la protezione dei civili e il rispetto delle norme del diritto internazionale umanitario nel Sahara Occidentale.
Mentre proseguono le verifiche sul terreno, resta alta la preoccupazione per il ripetersi di attacchi che, secondo le denunce saharawi, continuano a colpire aree frequentate da civili nei territori liberati.
