New York, 4 giugno 2026 – La causa del popolo saharawi ha ricevuto un ampio e significativo sostegno internazionale durante il recente Seminario regionale del Comitato Speciale delle Nazioni Unite per la Decolonizzazione (C-24), svoltosi a Managua, in Nicaragua. Lo ha dichiarato Sidi Mohamed Omar, rappresentante del Fronte Polisario presso le Nazioni Unite e coordinatore con la MINURSO, nel corso di un’intervista rilasciata alla televisione nazionale saharawi (RASD TV).
Nel suo intervento, il diplomatico saharawi ha tracciato un bilancio dei lavori del seminario e analizzato gli ultimi sviluppi del processo di pace promosso dalle Nazioni Unite nel Sahara Occidentale. Secondo Omar, numerosi Stati provenienti da Africa, Asia, America Latina e Caraibi hanno ribadito il loro sostegno al diritto inalienabile del popolo saharawi all’autodeterminazione e all’indipendenza, richiamandosi ai principi sanciti dalla Risoluzione 1514 (XV) dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sulla decolonizzazione.
I partecipanti hanno inoltre esortato le Nazioni Unite e il Comitato Speciale a intensificare gli sforzi per l’organizzazione del referendum di autodeterminazione previsto dal mandato originario della Missione delle Nazioni Unite per il Referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO), considerato uno strumento fondamentale per completare il processo di decolonizzazione di quello che viene spesso definito l’ultimo territorio coloniale dell’Africa.
A margine del seminario, la delegazione saharawi ha svolto una serie di incontri istituzionali con le autorità del Nicaragua. Tra questi, un colloquio con il co-ministro degli Affari Esteri nicaraguense, Valdrack Jaentschke, durante il quale è stata consegnata una lettera del Presidente della Repubblica Araba Saharawi Democratica e Segretario Generale del Fronte Polisario, Brahim Ghali, indirizzata ai co-presidenti del Nicaragua, Daniel Ortega e Rosario Murillo. Il messaggio ha riguardato lo stato delle relazioni bilaterali e gli sviluppi più recenti della questione saharawi.
La delegazione è stata inoltre ricevuta dall’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea Nazionale del Nicaragua, guidato da Gustavo Porras. Nel corso degli incontri, i parlamentari nicaraguensi, inclusi i membri dell’Associazione parlamentare di amicizia con la Repubblica Saharawi, sono stati aggiornati sugli sviluppi diplomatici e politici della questione del Sahara Occidentale, in particolare nell’ambito delle Nazioni Unite.
Per quanto riguarda il processo di pace, Omar ha ricordato che nei primi mesi del 2026 si sono svolte tre riunioni ministeriali copresiedute dalle Nazioni Unite e dagli Stati Uniti, nel quadro del meccanismo di coordinamento della MINURSO presso il Consiglio di Sicurezza. Gli incontri, tenutisi a Washington e Madrid, hanno riunito rappresentanti del Fronte Polisario, del Marocco, dell’Algeria e della Mauritania per discutere le modalità di attuazione della Risoluzione 2797 (2025) del Consiglio di Sicurezza.
Secondo il rappresentante saharawi, tali riunioni rappresentano un primo passo verso la ripresa del dialogo, ma è ancora prematuro formulare valutazioni definitive sul loro esito. Egli ha sottolineato che persistono numerose sfide, tra cui la prosecuzione dell’occupazione marocchina dei territori saharawi e le continue denunce di violazioni dei diritti umani nei territori occupati.
Omar ha inoltre richiamato le recenti osservazioni del Comitato delle Nazioni Unite contro la Tortura riguardanti i detenuti saharawi del gruppo di Gdeim Izik, sostenendo che tali situazioni non favoriscono la costruzione di un clima di fiducia necessario per il progresso del processo politico.
In conclusione, il diplomatico ha affermato che le Nazioni Unite proseguono il loro impegno per rilanciare il processo di pace. In questo contesto, l’Inviato Personale del Segretario Generale dell’ONU per il Sahara Occidentale, Staffan de Mistura, continua le consultazioni con le parti coinvolte in vista di una nuova missione nella regione, finalizzata ad approfondire il dialogo e a esplorare possibili progressi verso una soluzione politica giusta, duratura e conforme al diritto internazionale.
