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Polemiche sul Festival del Cinema di Dakhla: critiche alla partecipazione del produttore norvegese Anders Tangen




DAKHLA (Sahara Occidentale), 8 giugno 2026 – Crescono le critiche nei confronti del produttore cinematografico norvegese Anders Tangen, membro della giuria dell'undicesima edizione del Festival Internazionale del Cinema di Dakhla, in programma dal 6 al 12 giugno nella città di Dakhla, nel Sahara Occidentale sotto controllo marocchino.

La partecipazione di Tangen, direttore della casa di produzione Viafilm e figura nota nel panorama audiovisivo scandinavo per produzioni di successo come Exit, Lilyhammer e Norsemen (Vikingane), ha suscitato la reazione di diverse organizzazioni saharawi per i diritti umani e di operatori culturali che da anni denunciano la situazione nei territori contesi.

Tra le voci più critiche figurano il Comitato Norvegese di Sostegno al Sahara Occidentale (Støttekomiteen for Vest-Sahara) e il collettivo di giornalisti saharawi Équipe Media, secondo i quali il festival rappresenterebbe uno strumento di promozione politica finalizzato a presentare una normalizzazione della situazione nei territori occupati.

Le organizzazioni ricordano che negli anni numerosi artisti, registi e personalità della cultura internazionale hanno scelto di non partecipare all'evento in segno di solidarietà con il popolo saharawi e nel rispetto degli appelli al boicottaggio provenienti dalla società civile.

In questo contesto viene citata la decisione del regista spagnolo Manuel Peña, che avrebbe rinunciato alla partecipazione dopo aver ricevuto informazioni sulla controversia relativa alla sede dell'evento. Al contrario, Anders Tangen ha confermato la propria presenza nella giuria internazionale del festival, scelta che ha alimentato ulteriormente il dibattito.

Secondo le associazioni saharawi, tale decisione rischia di ignorare le richieste avanzate da giornalisti, artisti e attivisti che operano nei territori sotto amministrazione marocchina e che denunciano limitazioni alla libertà di espressione, attività di sorveglianza e restrizioni nei confronti delle iniziative indipendenti.

La vicenda riporta al centro dell'attenzione il rapporto tra cultura, diplomazia e diritti umani in un territorio il cui status continua a essere oggetto di controversia internazionale. Mentre il festival prosegue il proprio programma con la partecipazione di ospiti provenienti da diversi Paesi, il dibattito sulla legittimità di eventi culturali organizzati nel Sahara Occidentale rimane aperto e continua a suscitare forti reazioni sia tra i sostenitori della causa saharawi sia tra le organizzazioni impegnate nel monitoraggio della situazione dei diritti umani nella regione.

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