القائمة الرئيسية

الصفحات

Festival di Dakhla, polemica sulla partecipazione di Guido Pappadà: interviene Fatima Mahfud

 


Roma, 6 giugno 2026 – Si accende la polemica sulla partecipazione del regista italiano Guido Pappadà al Festival Internazionale del Cinema di Dakhla, evento organizzato nella città di Dakhla, territorio al centro della disputa internazionale sul Sahara Occidentale.

A intervenire è stata Fatima Mahfud, che ha diffuso venerdì 5 giugno una comunicazione in cui esprime una dura presa di posizione contro la decisione del regista di prendere parte alla manifestazione culturale.

Secondo Mahfud, la scelta di Pappadà assume particolare rilievo poiché sarebbe maturata nonostante le numerose sollecitazioni rivolte al regista da parte di attivisti e organizzazioni che lo avrebbero informato sul contesto politico, giuridico e umanitario del Sahara Occidentale e sulle implicazioni legate alla partecipazione a eventi organizzati nei territori contesi.

«Per rinunciare alla notorietà, ai compensi o semplicemente al prestigio di un palcoscenico occorrono coscienza, etica e senso morale», afferma Mahfud nella sua nota. «Viviamo però in un’epoca dominata dall’economia dell’attenzione, nella quale troppo spesso il riconoscimento pubblico finisce per prevalere sulla responsabilità individuale».

La rappresentante del Fronte Polisario sostiene inoltre che, in questo caso, non si possa più invocare la mancanza di informazioni. «Quando una persona è stata informata e ha piena consapevolezza del contesto, la decisione diventa una scelta cosciente. Non è sempre la conoscenza a mancare, ma talvolta la volontà di agire coerentemente con ciò che si sa», ha aggiunto, richiamando anche le riflessioni del pensatore anticoloniale Frantz Fanon.

Mahfud ha inoltre sottolineato come la scelta di Pappadà contrasti con quella di altri cineasti, citando il regista spagnolo Manuel Peña, che avrebbe invece deciso di non partecipare al festival. «Il valore di una rinuncia – ha concluso – non si misura soltanto da ciò a cui si dice no, ma dalla dimostrazione concreta che un’altra scelta è possibile, anche quando sarebbe più semplice seguire la strada più conveniente».

La vicenda continua a suscitare dibattito negli ambienti della solidarietà saharawi e nel mondo culturale, riaccendendo l’attenzione sulla situazione del Sahara Occidentale e sulle controversie legate agli eventi culturali organizzati nei territori oggetto della disputa internazionale.

إذا أعجبك محتوى الوكالة نتمنى البقاء على تواصل دائم ، فقط قم بإدخال بريدك الإلكتروني للإشتراك في بريد الاخبار السريع ليصلك الجديد أولاً بأول ...