Campi profughi saharawi, 7 giugno 2026 – L'Inviato Personale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per il Sahara Occidentale, , è atteso domenica sera nei campi profughi saharawi nell'ambito del suo nuovo tour regionale dedicato al dossier del Sahara Occidentale.
Nel corso della visita nei territori sotto amministrazione saharawi, De Mistura terrà una serie di incontri con la leadership nazionale saharawi, oltre a consultazioni con i membri del Consiglio Consultivo e con rappresentanti delle organizzazioni della società civile impegnate nella tutela dei diritti delle donne, dei giovani e dei diritti umani.
La missione dell'inviato delle Nazioni Unite si inserisce nel quadro degli sforzi diplomatici volti a rilanciare il processo politico sotto l'egida dell'ONU e a favorire una soluzione alla questione del Sahara Occidentale, in conformità con il diritto internazionale e le risoluzioni delle Nazioni Unite.
In questo contesto, il Segretariato Nazionale del Fronte Polisario, durante la sua più recente sessione ordinaria, ha riaffermato il pieno impegno della parte saharawi a sostenere gli sforzi internazionali finalizzati al raggiungimento di una soluzione giusta, duratura e reciprocamente accettabile.
L'organismo dirigente saharawi ha sottolineato che qualsiasi soluzione credibile deve fondarsi sul rispetto del diritto inalienabile del popolo saharawi all'autodeterminazione e all'indipendenza, attraverso un processo libero, trasparente e democratico, in linea con le pertinenti risoluzioni dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite e con i principi della decolonizzazione.
Il Fronte Polisario ha inoltre ribadito il proprio netto rifiuto di qualsiasi proposta che, a suo avviso, possa legittimare l'occupazione marocchina del Sahara Occidentale o aggirare le aspirazioni nazionali del popolo saharawi alla libertà, all'indipendenza e al pieno esercizio della sovranità sul proprio territorio.
La visita di De Mistura rappresenta una nuova tappa delle consultazioni regionali promosse dalle Nazioni Unite e si svolge in una fase particolarmente delicata del processo politico, caratterizzata dalla persistente assenza di progressi sostanziali verso una soluzione definitiva del conflitto.
