Bruxelles, 21 giugno 2026 - Bruxelles sotto pressione per l’estensione delle preferenze commerciali ai prodotti del Sahara Occidentale mentre resta in sospeso la ratifica parlamentare
La Commissione europea è al centro di nuove controversie in merito all’applicazione dell’accordo commerciale tra l’Unione europea e il Marocco, dopo che l’estensione del regime preferenziale ai prodotti provenienti dal Sahara Occidentale sarebbe entrata in vigore attraverso una procedura d’urgenza, senza un preventivo voto del Parlamento europeo.
Secondo quanto riportato da fonti vicine ai negoziati europei, il nuovo quadro normativo, introdotto nel settembre 2025, continua a essere applicato in via provvisoria grazie all’approvazione del Consiglio dell’Unione europea. La procedura utilizzata ha consentito l’entrata in vigore temporanea delle disposizioni in attesa della successiva ratifica da parte dell’Eurocamera, che tuttavia non è ancora stata calendarizzata.
La modifica dell’accordo era stata presentata come una risposta alle pronunce della Corte di giustizia dell’Unione europea, la quale aveva stabilito che i prodotti originari del Sahara Occidentale non possono beneficiare automaticamente delle preferenze tariffarie previste dagli accordi con il Marocco senza il consenso del popolo saharawi.
A quasi un anno dall’adozione delle misure provvisorie, non è stata ancora fissata alcuna data per il voto definitivo del Parlamento europeo. Fonti istituzionali riferiscono che la Commissione non avrebbe comunicato un calendario per la ratifica, né sarebbero stati programmati interventi sulle altre disposizioni dell’accordo riguardanti i settori agricolo e della pesca.
Secondo diverse ricostruzioni, il rinvio sarebbe legato alle incertezze politiche sulla possibilità di ottenere una maggioranza favorevole nell’assemblea parlamentare. Se da un lato il sostegno del Consiglio appare solido, anche grazie all’appoggio di alcuni Stati membri, l’esito di una votazione nell’Eurocamera viene considerato meno prevedibile.
Un precedente significativo risale allo scorso novembre, quando il Parlamento europeo approvò con un margine estremamente ridotto un provvedimento relativo alla commercializzazione di alcuni prodotti del Sahara Occidentale etichettati come marocchini. Pur non rappresentando la ratifica dell’intero accordo, quel voto mise in evidenza le profonde divisioni politiche esistenti sul dossier.
Secondo indiscrezioni, la Commissione europea starebbe nel frattempo conducendo consultazioni informali con diversi gruppi politici nel tentativo di consolidare un consenso sufficiente prima di sottoporre il testo al voto dell’Aula, evitando così il rischio di una bocciatura e di un nuovo contenzioso giudiziario davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea.
Sul piano giuridico, le istituzioni europee hanno sostenuto che il consenso della popolazione saharawi possa essere desunto indirettamente, a condizione che gli accordi non impongano obblighi al territorio e garantiscano benefici concreti, verificabili e proporzionati derivanti dallo sfruttamento delle risorse naturali.
La Commissione ha inoltre argomentato che l’eliminazione delle preferenze commerciali potrebbe avere conseguenze economiche negative per la popolazione locale, ritenendo che l’accesso al mercato europeo di prodotti agricoli e ittici provenienti dal Sahara Occidentale contribuisca al mantenimento dell’occupazione e delle attività economiche nella regione.
Tuttavia, numerosi eurodeputati continuano a contestare sia la procedura adottata sia l’interpretazione del principio del consenso del popolo saharawi, sostenendo che persistano rilevanti questioni di legittimità giuridica e politica. In assenza di un accordo condiviso, la ratifica definitiva rimane sospesa e il regime transitorio continua a essere applicato senza una data certa per la sua conclusione.
