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El Aaiún: assedio delle forze marocchine alla casa di un attivista saharawi e tensioni contro i difensori dei diritti umani

 


Sahara Occidentale, 21 maggio 2026 – Le forze di occupazione marocchine hanno imposto un rigido assedio all’abitazione dell’attivista saharawi Hussein Mujahid, nel quartiere Al-Mustaqbal della città di El Aaiún, in un contesto di crescente tensione e intimidazione nei confronti dei difensori dei diritti umani nella regione.

Secondo quanto riportato da fonti locali e da organizzazioni saharawi per i diritti umani, l’area circostante l’abitazione è stata circondata da un massiccio dispiegamento di forze di sicurezza, con controlli serrati e un clima descritto come di intimidazione nei confronti dei residenti e dei passanti.

All’interno dell’abitazione si trovava il presidente del CODESA, l’attivista ed ex prigioniero politico Ali Salem Tamek, insieme ad alcuni membri della sua famiglia. Le stesse fonti riferiscono inoltre l’interruzione della fornitura elettrica alla casa, definita come una misura di ritorsione.

Escalation contro i difensori dei diritti umani:

L’episodio si inserisce in un contesto più ampio di restrizioni e pressioni nei confronti di attivisti saharawi nei territori occupati del Sahara Occidentale. Diverse organizzazioni locali denunciano un’intensificazione delle misure di sorveglianza, delle limitazioni alla libertà di movimento e di episodi di intimidazione rivolti a esponenti della società civile.

Nel caso specifico, il presidio dell’abitazione è stato descritto come un’azione di pressione diretta nei confronti di figure chiave del movimento saharawi per i diritti umani, già da tempo impegnate nella denuncia delle condizioni nei territori occupati.

Denunce e richieste di intervento internazionale:

Le organizzazioni saharawi per i diritti umani hanno condannato l’operazione, ritenendola parte di una più ampia strategia di repressione contro attivisti e difensori dei diritti fondamentali. È stata inoltre sollecitata l’attenzione delle istituzioni internazionali e delle Nazioni Unite affinché intervengano per garantire la protezione dei civili coinvolti e la cessazione delle misure di assedio.

Secondo tali organizzazioni, le autorità marocchine sarebbero responsabili della sicurezza delle persone presenti all’interno dell’abitazione e dovrebbero porre fine immediatamente a qualsiasi forma di blocco, intimidazione o restrizione nei confronti degli attivisti saharawi.

Solidarietà ai difensori dei diritti umani:

Nel frattempo, da più parti è stata espressa solidarietà nei confronti di Ali Salem Tamek e delle altre persone coinvolte nell’episodio, con appelli al rispetto dei diritti fondamentali, della libertà di espressione e della protezione dei difensori dei diritti umani nei territori occupati.

L’episodio di El Aaiún si aggiunge a una serie di denunce internazionali relative alle condizioni dei diritti umani nel Sahara Occidentale, tema che continua a essere al centro del dibattito politico e diplomatico internazionale.

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