Brasile, 30 maggio 2026 – Prosegue e si rafforza in Brasile l’attività diplomatica e politica del Fronte Polisario volta a sensibilizzare istituzioni, forze politiche e società civile sulla questione del Sahara Occidentale e sul diritto all’autodeterminazione del popolo saharawi. Una serie di incontri istituzionali e iniziative culturali ha coinvolto in questi giorni il rappresentante del Fronte Polisario in Brasile, Ahmed Mulay Ali, tra Rio de Janeiro e Brasilia.
Incontri istituzionali a Rio de Janeiro:
A Rio de Janeiro, il programma ha previsto una fitta agenda di incontri con rappresentanti istituzionali e attori della società civile. Nella mattinata del 28 maggio, Ahmed Mulay Ali è stato ricevuto dal deputato statale del Partito Socialismo e Libertà (PSOL), professor Josemar, presso il suo ufficio istituzionale.
Il colloquio ha permesso un approfondito scambio sui principali aspetti storici, politici e giuridici della questione saharawi, con particolare riferimento al quadro del diritto internazionale e alle risoluzioni delle Nazioni Unite. Il rappresentante del Fronte Polisario ha illustrato la posizione dell’organizzazione, ribadendo la necessità di una soluzione politica giusta, duratura e conforme al principio di autodeterminazione dei popoli.
L’incontro si è svolto in un clima di attenzione e apertura, con il deputato brasiliano che ha espresso sensibilità verso le tematiche dei diritti dei popoli e della giustizia internazionale.
Successivamente, nel corso di una sessione presso l’Assemblea Legislativa dello Stato di Rio de Janeiro (ALERJ), il deputato Josemar ha dedicato parte del proprio intervento pubblico alla situazione del Sahara Occidentale, esprimendo solidarietà al popolo saharawi e richiamando l’attenzione sulla natura della controversia ancora aperta sul territorio.
«Siamo qui all’ALERJ per ricevere il rappresentante della Repubblica Saharawi, il nostro amico Ahmed, che ci parlerà della lotta del popolo saharawi, un popolo che vive una condizione di oppressione», ha dichiarato il parlamentare brasiliano.
Nel corso degli incontri, il rappresentante del Fronte Polisario ha inoltre consegnato documentazione informativa relativa alla causa saharawi, soffermandosi sulle criticità legate alla situazione nei territori occupati e ribadendo il rispetto del diritto internazionale come unica base per una soluzione politica del conflitto.
La giornata si è conclusa con ulteriori incontri presso la Fondazione Fiocruz e successivamente nella sede del Partito Comunista Brasiliano, dove Ahmed Mulay Ali è stato ricevuto da dirigenti nazionali e regionali e da rappresentanti della società civile. In tali occasioni si è discusso anche della possibilità di costituire un comitato di solidarietà con il popolo saharawi nello Stato di Rio de Janeiro, con il coinvolgimento di organizzazioni sociali e ambienti accademici.
Presentazione di iniziative culturali a Brasilia:
Parallelamente alle attività istituzionali a Rio de Janeiro, il rappresentante del Fronte Polisario ha annunciato a Brasilia la presentazione del libro “RASD 50 Years – The Long March for Independence of Africa’s Last Colony”, in programma il 2 giugno presso la Livraria Sebinho.
Il volume, firmato da Sayid Marcos Tenório, ricostruisce il percorso storico del popolo saharawi, la nascita del Fronte Polisario e la costruzione della Repubblica Araba Saharawi Democratica, evidenziando il lungo processo di resistenza e autodeterminazione.
L’evento sarà accompagnato dalla proiezione del documentario “Saharaui: Memória e Exílio”, diretto da Berenice Bento, dedicato alla memoria collettiva e alla condizione dell’esilio saharawi.
Nel suo messaggio, Ahmed Mulay Ali ha invitato attivisti, sostenitori e cittadini brasiliani a partecipare alle iniziative, sottolineando l’importanza della diffusione della conoscenza sulla questione del Sahara Occidentale.
Un quadro di diplomazia e sensibilizzazione:
Le attività svolte tra Rio de Janeiro e Brasilia si inseriscono nel più ampio quadro delle iniziative diplomatiche e culturali promosse dal Fronte Polisario in America Latina, finalizzate a rafforzare il sostegno internazionale alla causa saharawi e a mantenere vivo il dibattito sul diritto all’autodeterminazione del popolo del Sahara Occidentale, territorio ancora inserito dall’ONU tra quelli in attesa di decolonizzazione.


