Bruxelles (Belgio), 2 gennaio 2026 – Il Fronte Polisario ha presentato un ricorso dinanzi al Tribunale dell’Unione europea contro l’ultimo accordo commerciale tra l’Unione europea e il Regno del Marocco, entrato in vigore in forma di “applicazione provvisoria” il 3 ottobre scorso, poiché include prodotti provenienti dal Sahara Occidentale, territorio distinto e separato dal Marocco secondo il diritto internazionale e la giurisprudenza europea.
La notizia è stata confermata da Oubi Bouchraya Bachir, Consigliere speciale del Presidente della Repubblica Saharawi incaricato delle risorse naturali e delle questioni giuridiche connesse, il quale ha dichiarato all’APS che il Fronte Polisario, in quanto unico e legittimo rappresentante del popolo saharawi, dotato di piena personalità giuridica per adire le istanze giudiziarie europee, ha depositato il ricorso il 28 dicembre 2025.
Secondo il dirigente saharawi, l’accordo contestato costituisce una palese violazione delle sentenze della Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE), in particolare di quelle pronunciate il 4 ottobre 2024, poiché elude il principio fondamentale del consenso del popolo saharawi, titolare del diritto all’autodeterminazione. Tale requisito, ha ricordato, è stato stabilito dalla CGUE fin dalla storica sentenza del dicembre 2016 ed è stato costantemente ribadito in tutte le decisioni successive.
Oubi Bouchraya Bachir ha inoltre sottolineato che il nuovo accordo viola il principio giuridico secondo cui il Sahara Occidentale e il Regno del Marocco sono due territori distinti e separati, sui quali Rabat non detiene alcuna sovranità. In tal senso, l’accordo adotta impropriamente la divisione territoriale e amministrativa imposta dalle autorità di occupazione marocchine, sostituendola al codice di origine del Sahara Occidentale, riconosciuto a livello internazionale e distinto da quello del Marocco.
Il Consigliere speciale ha infine ricordato che la Commissione europea e il Marocco hanno negoziato l’accordo all’insaputa del popolo saharawi e del suo legittimo rappresentante, il Fronte Polisario, ma anche senza informare adeguatamente il Parlamento europeo, circostanza che ha suscitato forte indignazione all’interno dell’istituzione e che ha rischiato di portare, il 26 novembre scorso, al rigetto delle disposizioni relative all’etichettatura dei prodotti.
Concludendo, Oubi Bouchraya Bachir ha ribadito che il Fronte Polisario proseguirà la propria azione legale, diplomatica e mediatica per affermare e tutelare la sovranità permanente del popolo saharawi sulle proprie risorse naturali, contrastare il saccheggio sistematico di tali risorse e impedire che esse continuino a finanziare l’occupazione marocchina del Sahara Occidentale, l’impoverimento della popolazione autoctona e le politiche di colonizzazione imposte sul territorio.
