Madrid, 6 marzo 2026 – Il Primo Ministro della Repubblica Araba Saharawi Democratica, Buchraya Hammoudi Beyun, ha ribadito che qualsiasi soluzione al conflitto nel Sahara Occidentale deve necessariamente passare attraverso l’esercizio del diritto all’autodeterminazione del popolo saharawi.
In un’intervista concessa al quotidiano spagnolo El Salto Diario, il capo del governo saharawi – membro della Segreteria Nazionale del Fronte Polisario – ha sottolineato che cinquant’anni dopo la proclamazione della Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD) rappresentano una prova della capacità di resistenza e di organizzazione del popolo saharawi di fronte alle politiche di annessione del Marocco.
Secondo Beyun, nonostante le difficoltà e la mancanza di risorse, i saharawi sono riusciti a costruire e mantenere istituzioni statali funzionanti, sviluppando strutture nei settori dell’istruzione, della diplomazia, dell’organizzazione sociale ed economica.
Il Primo Ministro ha ricordato che tutti i tentativi di imporre soluzioni al di fuori del diritto internazionale sono falliti, sia attraverso l’uso della forza militare sia mediante iniziative politiche che non riconoscono il diritto del popolo saharawi a decidere liberamente il proprio futuro.
“L’esperienza dimostra che qualsiasi accordo che non tenga conto della volontà del popolo saharawi è destinato al fallimento”, ha dichiarato, aggiungendo che il rispetto del diritto internazionale resta l’unica via per porre fine a uno dei conflitti più lunghi del continente africano.
Nel corso dell’intervista, Beyun ha anche denunciato l’intensificazione dell’uso dei droni da parte delle forze marocchine, sostenendo che tali mezzi non sarebbero stati utilizzati soltanto contro obiettivi militari ma anche contro civili nelle zone liberate del territorio.
Per quanto riguarda il processo politico, il capo del governo saharawi ha ribadito che il Fronte Polisario rimane aperto a un serio processo diplomatico, purché fondato sul rispetto del diritto all’autodeterminazione e in conformità con le risoluzioni delle Nazioni Unite.
Allo stesso tempo, ha avvertito che qualsiasi tentativo di aggirare questo principio non farà che prolungare la crisi e aumentare le tensioni nella regione.
Il Primo Ministro ha inoltre richiamato l’attenzione sulle difficoltà umanitarie nei campi profughi saharawi, aggravate dalla riduzione degli aiuti internazionali e dalle difficili condizioni climatiche che colpiscono periodicamente le infrastrutture civili.
Concludendo l’intervista, Beyun ha affermato che per il popolo saharawi la dignità significa vivere liberi dall’occupazione e poter decidere autonomamente del proprio destino. Nei territori occupati, ha aggiunto, molti saharawi vivono sotto un forte controllo delle autorità marocchine e in un clima di repressione.
“Nonostante tutto – ha concluso – la volontà del popolo saharawi non potrà essere spezzata e la sua aspirazione alla libertà e all’indipendenza rimane immutata.”
