Sahara occidentale, 31 dicembre 2025 – Cresce la tensione nei territori occupati del Sahara Occidentale in seguito all'ennesimo episodio di violazione dei diritti umani denunciato dalle organizzazioni locali. Al centro del caso vi è Maalouma Abdallah, esponente di spicco dell'Osservatorio Saharawi per i Bambini e le Donne, vittima di un trattamento degradante all’aeroporto di El-Aaiun che ha scatenato un'ondata di condanne internazionali e locali.
L'incidente: perquisizioni e intimidazioni
Venerdì scorso, al suo rientro dai campi profughi saharawi dove aveva partecipato al congresso dell'Unione della Gioventù (UJSARIO), Maalouma Abdallah è stata fermata dai servizi segreti marocchini. Secondo le testimonianze, l'attivista è stata sottoposta a una perquisizione invasiva e umiliante, condotta senza alcuna giustificazione legale.
L'episodio non è letto come un evento isolato, ma come un atto deliberato di rappresaglia politica volto a colpire chiunque partecipi ad attività civili e di sensibilizzazione per l'autodeterminazione del popolo saharawi.
Le reazioni delle organizzazioni per i diritti umani:
Le principali sigle attive nel territorio hanno rilasciato dichiarazioni di fuoco contro l'amministrazione occupante:
- ASVDH (Associazione Sahrawi delle Vittime di Gravi Violazioni): Ha definito l'ispezione "un insulto alla dignità umana", sottolineando che tali politiche di intimidazione non riusciranno a fermare la lotta per l'indipendenza.
- CODESA (Collettivo dei Difensori dei Diritti Umani): In una nota ufficiale, il comitato ha denunciato una "politica sistematicamente discriminatoria e razzista", evidenziando la natura vendicativa del comportamento delle autorità marocchine contro i civili che esercitano forme di attivismo pacifico.
- Osservatorio Saharawi per i Bambini e le Donne: Ha condannato le continue molestie, descrivendole come un "disperato tentativo di spezzare la volontà" dei difensori dei diritti umani.
Quadro Generale: Una violazione degli standard internazionali
Le associazioni concordano nel ritenere il Regno del Marocco legalmente responsabile di queste violazioni. Gli atti denunciati rappresentano una palese trasgressione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e degli strumenti internazionali a tutela dei civili in territori occupati.
"Ciò che è accaduto a Maalouma Abdallah rientra in una strategia di ritorsione volta a limitare la libertà di movimento e di espressione dei difensori saharawi." — Nota congiunta degli attivisti.
Nonostante il clima di crescente pressione e la morsa repressiva esercitata dalle forze di sicurezza, la società civile saharawi ribadisce con forza l'intenzione di proseguire la propria mobilitazione per il rispetto dei diritti fondamentali e del diritto all'indipendenza.
