Parigi, 28 Novembre 2025 — Il diritto inalienabile del popolo saharawi all'autodeterminazione è stato riaffermato come principio fondamentale e non negoziabile da una coalizione di influenti sindacati internazionali. L'occasione è stata la Conferenza Sindacale Internazionale di Solidarietà con il Popolo Saharawi, tenutasi a Parigi il 27 novembre, alla vigilia del noto Comitato Europeo di Coordinamento e Sostegno al Popolo Saharawi (EUCOCO).
Un vertice strategico nella capitale francese:
L'incontro è stato organizzato da un gruppo di sindacati francesi in collaborazione con l'Unione Generale dei Lavoratori di Saguia El-Hamra e Río de Oro (UGTSARIO), l'organizzazione sindacale del Sahara Occidentale.
Gli organizzatori hanno sottolineato l'importanza strategica della scelta di Parigi, denunciando che la Francia è un paese che "sostiene ufficialmente la politica coloniale del Marocco nel Sahara Occidentale". La conferenza ha fornito una piattaforma cruciale per consolidare le azioni di sostegno in un contesto geopolitico complesso.
Obiettivi: Valutazione, coordinamento e azione internazionale
Intervenendo a Media Equipe, Sibylle David, del dipartimento internazionale dell'Unione sindacale francese della solidarietà, ha chiarito che il summit aveva tre obiettivi principali:
- Valutare la situazione attuale nel Sahara Occidentale.
- Coordinare gli sforzi sindacali a livello internazionale.
- Rafforzare le strategie di solidarietà e azione.
La conferenza ha visto una significativa partecipazione internazionale, includendo delegazioni sindacali da Spagna, Paesi Baschi, Portogallo, Italia e diversi paesi africani. David ha rimarcato l'urgenza di espandere la campagna: "Stiamo già adottando misure e discutendo su come possiamo espandere la campagna affinché il popolo Saharawi possa esercitare il proprio diritto all'autodeterminazione".
La Voce ferma del sindacalismo africano:
Un momento saliente è stato l'intervento di Arzki Mezhoud, Segretario generale dell'Organizzazione per l'Unità Sindacale Africana (OUSA). Mezhoud ha espresso la totale solidarietà dei lavoratori africani, sottolineando che il diritto all'autodeterminazione del popolo saharawi è esplicitamente riconosciuto nella Carta e nella Costituzione dell'OUSA.
La presenza dell'OUSA mirava a "dare voce ai lavoratori africani e aggiungerla a quella di tutti i lavoratori che credono nel diritto dei popoli all'autodeterminazione e nella difesa della libertà, della pace e di una vita dignitosa".
La conferenza si conclude con un mandato rafforzato per i sindacati globali, impegnati a esercitare pressione sui rispettivi governi e sulle istituzioni internazionali affinché venga rispettato il diritto fondamentale del popolo saharawi a decidere il proprio futuro.
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