Strasburgo, 27 novembre 2025 — Il Parlamento europeo ha approvato mercoledì 26 novembre un emendamento sull'etichettatura di frutta e verdura destinato a suscitare forti polemiche internazionali e legali. Con il voto determinante dei deputati socialisti spagnoli (PSOE), è stata varata una modifica che consentirà di etichettare i prodotti agricoli per regione di provenienza anziché per Paese.
Questa decisione ha immediate ripercussioni sul contenzioso relativo al Sahara Occidentale occupato. La nuova norma permette di fatto che i prodotti provenienti da questo territorio vengano etichettati come se fossero marocchini, nascondendone la vera origine saharawi e di fatto avvantaggiando Rabat.
Violazione della giurisprudenza e voto critico:
Il Partito Popolare (PP) ha denunciato con fermezza la misura, etichettandola come una chiara violazione delle sentenze della Corte di Giustizia dell'Unione Europea (CGUE). Tali sentenze impongono esplicitamente una distinzione netta e inequivocabile tra i prodotti provenienti dal Regno del Marocco e quelli originari del Sahara Occidentale.
L'obiezione del PP è stata respinta con il margine più stretto possibile: un solo voto. Decisivo è stato il comportamento del gruppo socialista spagnolo, nonostante l'unica defezione di un eurodeputato socialista spagnolo che ha votato contro la linea del gruppo europeo.
L'eurodeputata del PP, Carmen Crespo, ha descritto la decisione come un atto di "slealtà" nei confronti dell'agricoltura spagnola e un "tradimento" che espone agricoltori e allevatori alla concorrenza sleale. Secondo la Crespo, l'etichettatura fuorviante interrompe la tracciabilità e confonde irrimediabilmente il consumatore.
Le accuse di "insabbiamento politico":
Organizzazioni di solidarietà e attivisti per i diritti del popolo saharawi hanno alzato la voce, sostenendo che questo cambiamento legislativo sia un vero e proprio "insabbiamento" dell'occupazione marocchina. Essi evidenziano che la giurisprudenza UE è chiara nel proibire l'inclusione del Sahara Occidentale negli accordi commerciali senza il consenso del popolo saharawi.
La modifica sull'etichettatura viene interpretata come parte di una strategia politica di "rebranding" volta a normalizzare l'occupazione del territorio e a legittimare, a livello commerciale, la presenza marocchina.
Prospettive future del contenzioso:
Il voto estremamente serrato in Parlamento è sintomo di un crescente malessere e divisione all'interno dell'emiciclo europeo sulla questione Sahara Occidentale. Nonostante l'approvazione, la misura dovrà affrontare un complesso e articolato processo legislativo nelle fasi successive, durante il quale potrebbe ancora essere oggetto di revisione o addirittura revocata. Le pressioni legali e politiche in arrivo potrebbero costringere l'UE a riconsiderare una norma che molti ritengono eluda i suoi stessi principi di diritto internazionale.
- Punto chiave: La nuova etichettatura per regione rischia di annullare la distinzione d'origine richiesta dalle sentenze della CGUE, trattando i prodotti saharawi come se fossero marocchini.
