Caracas, 4 ottobre 2025 – Si è aperto giovedì 2 ottobre a Caracas, in Venezuela, il Seminario Internazionale su Colonialismo, Anticolonialismi e Altre Espropriazioni Territoriali con una conferenza magistrale che ha acceso i riflettori su una delle questioni di decolonizzazione più longeve e irrisolte a livello globale: il caso del Sahara Occidentale.
L'intervento d'apertura, intitolato "Il caso del Sahara Occidentale: colonialismo, decolonizzazione incompiuta e resistenza," è stato tenuto dall'Ambasciatore Mohamed Zrug. Moderato dal Vice Ministro degli Affari Esteri del Venezuela, Yuri Pimentel, il discorso ha fornito una panoramica critica e approfondita del conflitto, ponendo le basi per una riflessione intensa sullo status del popolo Saharawi.
Apertura Ufficiale e Partecipazione Internazionale
Il Seminario è stato inaugurato ufficialmente dal Ministro del Potere Popolare per gli Affari Esteri del Venezuela, in collaborazione con il Presidente dell'Istituto Simón Bolívar. L'evento ha richiamato una notevole partecipazione internazionale, accogliendo 157 delegati provenienti da oltre 30 Paesi. Tra i partecipanti figurano membri del corpo diplomatico accreditato a Caracas, accademici di spicco, rappresentanti di movimenti sociali e specialisti in geopolitica e diritto internazionale, tutti riuniti per analizzare le dinamiche storiche e attuali dell'espressione territoriale e del diritto all'autodeterminazione.
Analisi Approfondita del Conflitto Saharawi:
Nel suo discorso, l'Ambasciatore Zrug ha tracciato le radici coloniali del conflitto, soffermandosi sulle sfide che il popolo Saharawi affronta a causa dell'occupazione militare e dello sfruttamento illecito delle proprie risorse naturali. L'intervento ha evidenziato diversi punti cruciali:
- Storia Coloniale e Violazione del Diritto Internazionale: Zrug ha ricostruito la colonizzazione spagnola e il successivo abbandono del territorio nel 1975, che ha portato all'occupazione immediata da parte di Marocco e Mauritania. Ha denunciato con fermezza la persistenza di un processo di decolonizzazione incompiuto, in palese violazione del diritto internazionale e delle risoluzioni ONU.
- Diritto Inalienabile all'Autodeterminazione: È stato categoricamente ribadito il diritto inalienabile del popolo Saharawi di determinare il proprio futuro. Qualsiasi tentativo di imposizione esterna è stato identificato come una violazione dei diritti umani fondamentali e delle norme stabilite dalle Nazioni Unite.
- Sfruttamento di Risorse e Geopolitica: L'Ambasciatore ha sollevato preoccupazioni riguardo alla ricchezza del territorio in risorse come fosfati e pesca. Ha sottolineato come queste siano state sfruttate da attori internazionali che hanno anteposto gli interessi economici alla legalità e alla giustizia per il popolo Saharawi.
- Resistenza e Riconoscimento Internazionale: È stata descritta l'invasione militare marocchina e la risposta del popolo Saharawi, guidato dal Fronte Polisario. Zrug ha evidenziato la decennale lotta pacifica e di resistenza contro la repressione e il generale silenzio mediatico. Nonostante non abbia ancora un seggio alle Nazioni Unite, l'Ambasciatore ha enfatizzato che la Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD) è riconosciuta da più di 80 Paesi, a testimonianza della volontà sovrana del popolo.
- Parallelismi Globali: Concludendo, Zrug ha istituito un parallelismo tra il Sahara Occidentale e altri territori in America Latina e nei Caraibi, come Porto Rico e le Isole Falkland (Malvinas), individuando pattern comuni di neocolonialismo e rivendicazione per l'autodeterminazione.
L'inaugurazione del Seminario ha così stabilito un tono chiaro, incitando la comunità internazionale a rinnovare l'impegno per una risoluzione basata sul diritto e sulla giustizia per il popolo Saharawi.
