Sahara occidentale, 6 ottobre 2025 - Il nuovo accordo agricolo tra l'Unione Europea e il Marocco, firmato nei giorni scorsi e volto a sostituire l'intesa precedente, è stato accolto da forti critiche e indignazione da parte delle organizzazioni degli agricoltori e allevatori europei. La polemica è alimentata principalmente dall'inclusione dei prodotti provenienti dal Sahara Occidentale, un territorio non autonomo e conteso, nonostante una sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea (CGUE) avesse invalidato il precedente accordo per la stessa ragione.
La Contestazione degli Agricoltori Europei:
La comunità agricola europea, rappresentata anche da organizzazioni come il Copa-Cogeca e la COAG (Coordinadora de Organizaciones de Agricultores y Ganaderos), ha espresso profonda frustrazione e ha denunciato la politica commerciale dell'UE. L'accusa principale è che Bruxelles stia procedendo con un'intesa considerata illegale che, estendendo le preferenze tariffarie ai prodotti del Sahara Occidentale, ignora di fatto la pronuncia della CGUE e rischia di danneggiare i produttori europei.
Andrés Góngora, rappresentante della COAG, ha annunciato azioni legali immediate: "È lì che faremo nuovamente ricorso per impedire che questo atto gravemente ingiusto vada avanti", ha dichiarato, confermando l'intenzione di presentare ricorso alla Corte di Giustizia dell'UE.
Inoltre, il malcontento è accentuato dalla lamentela secondo cui l'iter per la revisione dell'accordo sarebbe stato condotto con scarsa trasparenza e senza la dovuta consultazione del Parlamento europeo, con il Consiglio che ha proceduto all'applicazione provvisoria dell'intesa (Decisione (UE) 2025/2022 del Consiglio, 2 ottobre 2025). Le organizzazioni agricole insistono sulla necessità di piena trasparenza nell'etichettatura dei prodotti e sulla coerenza della politica commerciale dell'UE con i principi del diritto internazionale.
La Sentenza della CGUE e il Ricorso del Fronte Polisario:
La base della controversia legale risiede nella sentenza della Corte di Giustizia dell'UE del 4 ottobre 2024, che aveva annullato i precedenti accordi agricoli e di pesca tra UE e Marocco. La Corte aveva stabilito che il Sahara Occidentale, un ex territorio spagnolo occupato dal Marocco dal 1975, è un territorio separato e distinto dal Marocco secondo il diritto internazionale e che l'applicazione degli accordi commerciali a tale area non poteva avvenire senza il consenso del popolo saharawi, rappresentato dal Fronte Polisario.
Di fronte alla firma del nuovo accordo, che estende nuovamente i vantaggi commerciali a questa regione contesa, il Fronte Polisario ha immediatamente respinto l'intesa e ha annunciato la sua ferma volontà di agire. In una dichiarazione rilasciata venerdì, il movimento di liberazione ha confermato che contesterà l'accordo in sede legale, impegnandosi a utilizzare tutti i mezzi legali disponibili per difendere i diritti del popolo saharawi.
Questo scenario prefigura un nuovo capitolo nella saga legale tra l'Unione Europea e il Fronte Polisario, ponendo ancora una volta l'accento sul difficile equilibrio tra gli interessi commerciali dell'UE con il Marocco e il rispetto del diritto internazionale in materia di territori non autonomi.
