Campi profughi saharawi, 30 settembre 2025 – In un’intervista esclusiva rilasciata alla rivista L’Humaniste, Malainin Lakhal, vice rappresentante permanente della Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD) presso l’Unione Africana e scrittore saharawi, ha ribadito che l’occupazione marocchina non potrà mai cancellare la storia. “Il riconoscimento della sovranità marocchina sul Sahara Occidentale da parte di alcuni Stati – ha sottolineato – non ha alcun valore giuridico finché il popolo saharawi non avrà espresso liberamente la propria scelta”.
L’intervista, pubblicata nel primo numero della rivista tra giugno e luglio 2025, affronta in profondità la questione del Sahara Occidentale, gli sviluppi recenti e le prospettive future, in un contesto internazionale segnato da forti cambiamenti geopolitici.
Una lotta relegata ma ancora viva:
Lakhal ha denunciato il persistente silenzio di parte della comunità internazionale, attribuendolo a interessi geopolitici ed economici che prevalgono sul diritto all’autodeterminazione del popolo saharawi. Ha ricordato che il Sahara Occidentale è riconosciuto dalle Nazioni Unite come “territorio non autonomo” dal 1963 e che il Marocco è considerato una potenza occupante dal 1975.
Nonostante le pressioni, la causa saharawi continua a essere discussa all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e sostenuta dal Movimento dei Paesi Non Allineati, dall’Unione Africana e da numerosi Paesi dell’America Latina e dell’Asia. “È una delle questioni più vivaci ancora all’ordine del giorno – ha dichiarato – e il Marocco non è riuscito a soffocarla nonostante l’enorme influenza dei suoi alleati”.
Il sostegno dell’Africa:
Lakhal ha evidenziato l’importanza del riconoscimento della RASD da parte dell’Unione Africana, definendolo un atto politico e giuridico che riafferma i principi del panafricanismo. “La presenza della RASD ai vertici internazionali accanto al Marocco – ha spiegato – mette in discussione la sua narrativa coloniale e rafforza la legittimità della nostra causa”.
Diritti negati nei territori occupati:
Sul piano umanitario, la situazione nei territori occupati resta “allarmante”. Lakhal ha denunciato discriminazioni nell’accesso all’acqua e alla sanità, la repressione della libertà di espressione, la persecuzione di giornalisti e attivisti, oltre a un sistema educativo volto a cancellare identità e cultura saharawi. Ha parlato apertamente di “genocidio culturale” e di crimini contro l’umanità, sostenuti dall’impunità garantita dalle complicità internazionali.
MINURSO e il blocco politico:
Il diplomatico saharawi ha criticato la limitazione del mandato della MINURSO, l’unica missione di pace ONU priva di competenze sui diritti umani. Ha attribuito questa anomalia all’opposizione di alcuni membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, in particolare della Francia. “Così si dà carta bianca all’occupante – ha dichiarato – per continuare le sue violazioni in totale impunità”.
Il ruolo della comunità internazionale:
Interrogato sul caso emblematico della difensora dei diritti umani Sultana Khaya, Lakhal ha sottolineato la responsabilità morale e giuridica della comunità internazionale nel proteggere chi subisce violenze e persecuzioni. Ha denunciato il silenzio di molte istituzioni, anche africane, definendolo un “grave fallimento morale e istituzionale”.
Riconoscimenti illegali e piano marocchino:
Riguardo ai riconoscimenti di alcuni Stati al piano di autonomia marocchino, Lakhal è stato netto: “Non hanno alcun valore giuridico. La sovranità appartiene solo al popolo saharawi”. Ha ricordato che la Corte Internazionale di Giustizia, l’Unione Africana e la Corte di Giustizia dell’Unione Europea hanno chiarito che il Sahara Occidentale è un territorio in attesa di decolonizzazione.
Risorse naturali e saccheggio economico:
Il rappresentante saharawi ha denunciato il saccheggio sistematico delle risorse naturali, definendolo una delle principali leve dell’occupazione. Fosfati, pesca ed energie rinnovabili vengono sfruttati illegalmente, privando il popolo saharawi dei propri diritti economici fondamentali.
L’Europa tra principi e interessi:
Lakhal ha criticato la duplicità europea, che da un lato proclama il rispetto del diritto internazionale e dall’altro firma accordi commerciali con il Marocco che includono illegalmente il Sahara Occidentale. “Questa doppiezza mina la credibilità morale dell’Europa e la rende complice dell’ingiustizia”, ha affermato.
“Il diritto internazionale è dalla nostra parte”:
In chiusura, Lakhal ha ribadito che il diritto internazionale rimane il fondamento della lotta saharawi: “Non è un lusso né un ornamento, ma la spina dorsale della pace mondiale. La legge e la storia sono dalla nostra parte. Non resta che far prevalere la giustizia”.
