Sahara occidentale, 20 agosto 2025 – I giovani saharawi nei territori occupati del Sahara Occidentale hanno avviato una campagna di protesta nelle strade e sui social media per denunciare il saccheggio delle risorse naturali da parte del Marocco e ribadire il loro rifiuto di ogni proposta che non contempli il diritto all’autodeterminazione, alla libertà e all’indipendenza.
Lo slogan scelto, “Nessun futuro con voi”, è un messaggio diretto e inequivocabile rivolto alle autorità di occupazione marocchine, attraverso il quale la gioventù saharawi respinge categoricamente soluzioni come l’autonomia o altre formule che non garantiscono una vera sovranità. “L’unico futuro possibile per il popolo saharawi – sottolineano i promotori – risiede nella completa indipendenza di tutti i territori della Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD)”.
La campagna, diffusa online e amplificata da diverse piattaforme mediatiche, mira a richiamare l’attenzione della comunità internazionale, sollecitando un intervento concreto da parte delle Nazioni Unite, di organizzazioni per i diritti umani come Human Rights Watch e delle principali agenzie di stampa internazionali. Essa rappresenta il crescente malcontento e la determinazione dei giovani, stanchi di un’occupazione che priva i saharawi delle loro risorse e impone restrizioni economiche che ne compromettono il sostentamento quotidiano.
Secondo i promotori, l’iniziativa nasce da un rifiuto diffuso delle politiche del Marocco, accusato di aver “ucciso, sfollato, esiliato e impoverito il popolo saharawi” e di utilizzare le ricchezze naturali del Sahara Occidentale come strumento politico per rafforzare la propria pretesa di sovranità. I giovani denunciano la passività della comunità internazionale, che da decenni non riesce a garantire lo svolgimento di un referendum di autodeterminazione, previsto dalle risoluzioni ONU.
In una dichiarazione all’agenzia APS, Ahmed Tanji, direttore di Equipe Media – una delle principali voci indipendenti nei territori occupati – ha descritto la campagna come “un grido di protesta dei giovani saharawi contro la politica di impoverimento sistematico delle risorse, in particolare nella città occupata di Dakhla”.
Anche l’attivista per i diritti umani Hassana Aba Moulay Dahi Badi ha commentato l’iniziativa sui social media, evidenziando come “il Marocco cerchi di diffondere una falsa immagine di sviluppo e prosperità a Dakhla, mentre la realtà quotidiana è fatta di emarginazione ed esclusione sistematica, pagata soprattutto dai giovani saharawi”.
Con questa mobilitazione, la gioventù saharawi intende ribadire al mondo intero che il popolo saharawi non accetterà compromessi al ribasso: l’unico orizzonte possibile resta l’indipendenza e la piena sovranità sul proprio territorio.

