Sahara occidentale, 20 agosto 2025 – Il Comitato per la Difesa del Diritto all’Autodeterminazione del Popolo Saharawi (CODAPSO) ha espresso profonda preoccupazione per le continue violazioni dei diritti umani perpetrate dalle autorità di occupazione marocchine contro prigionieri civili e difensori dei diritti saharawi.
In un comunicato, CODAPSO ha denunciato la situazione del detenuto saharawi Mohamed Bourial, recluso nella prigione di Ait Melloul n. 1 in Marocco, sottoposto a trattamenti discriminatori e vessatori da parte dell’amministrazione penitenziaria. Il prigioniero, privato arbitrariamente delle visite familiari, ha avviato uno sciopero della fame di carattere precauzionale per protestare contro le restrizioni e gli abusi subiti.
Il Comitato ha sottolineato che tali pratiche violano norme e convenzioni internazionali, tra cui:
- la Regola 37 delle “Mandela Rules” ONU, che garantisce il diritto dei detenuti a ricevere visite regolari dai familiari;
- l’articolo 10 del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici (ICCPR), che impone il rispetto della dignità di tutte le persone private della libertà;
- l’articolo 16 della Convenzione ONU contro la tortura, che obbliga gli Stati a prevenire trattamenti crudeli, inumani o degradanti.
CODAPSO ha pertanto condannato con fermezza la discriminazione contro Bourial e gli altri prigionieri civili saharawi, chiedendone la liberazione immediata e incondizionata, e attribuendo alle autorità marocchine la piena responsabilità per la loro incolumità.
Parallelamente, CODAPSO ha denunciato l’arresto arbitrario del giornalista e difensore dei diritti umani Hassan Zerouali, fermato il 15 agosto 2025 da una pattuglia di polizia marocchina a un posto di blocco a nord di Boujdour, mentre viaggiava da Laayoune a Dakhla.
Durante l’arresto, gli agenti hanno confiscato la sua tessera professionale e lo hanno trasferito in un commissariato, dove è stato interrogato in assenza di qualsiasi base legale, subendo pressioni psicologiche e trattamenti umilianti per oltre un’ora, prima di essere rilasciato senza spiegazioni.
Secondo CODAPSO, si tratta di un ulteriore episodio di una politica sistematica volta a reprimere la libertà di espressione e di movimento, colpendo in particolare giornalisti e attivisti saharawi con l’obiettivo di silenziare ogni voce critica e impedire la denuncia delle violazioni nei territori occupati.
Nel comunicato, CODAPSO:
- Condanna con forza l’arresto arbitrario di Hassan Zerouali e le vessazioni contro i prigionieri saharawi.
- Esprime piena solidarietà a Zerouali e a tutti i difensori dei diritti saharawi.
- Ritiene le autorità di occupazione marocchine responsabili delle violazioni commesse.
- Invita gli organismi internazionali competenti, tra cui i Relatori Speciali ONU sulla libertà di espressione e sui difensori dei diritti umani, a intervenire urgentemente.
- Chiede l’invio di missioni indipendenti di monitoraggio internazionale nei territori occupati del Sahara Occidentale per documentare la grave situazione dei diritti umani.
CODAPSO conclude riaffermando che né la repressione né le intimidazioni potranno fermare il popolo saharawi e i suoi difensori dal continuare la loro lotta pacifica per l’autodeterminazione e l’indipendenza.

