New York (Nazioni Unite), 10 giugno 2025 – Sidi Mohamed Omar, membro del Segretariato nazionale e rappresentante del Fronte POLISARIO presso le Nazioni Unite, nonché coordinatore della MINURSO, ha indirizzato oggi una lettera all'Ambasciatrice Carolyn Rodrigues-Birkett, Rappresentante Permanente della Guyana presso le Nazioni Unite e attuale Presidente del Consiglio di Sicurezza. La missiva confuta, con prove documentate, le affermazioni ritenute false e fuorvianti contenute in una recente lettera del rappresentante del Marocco, che il Fronte POLISARIO considera lo "Stato occupante", al Consiglio di Sicurezza.
La lettera, di cui il Sahrawi Press Service (SPS) ha ottenuto una copia integrale, mette in luce le incongruenze e le interpretazioni errate, secondo il Fronte POLISARIO, presentate dalla delegazione marocchina riguardo alla questione del Sahara Occidentale.
La Replica del Fronte POLISARIO: Un'Analisi Dettagliata
Di seguito, gli estratti chiave della lettera del dott. Sidi Mohamed Omar, che illustrano la posizione del Fronte POLISARIO:
New York, 9 giugno 2025
S.E. l'Ambasciatrice Carolyn Rodrigues-Birkett,
Rappresentante Permanente della Guyana presso le Nazioni Unite
Presidente del Consiglio di Sicurezza
Sua Eccellenza,
Desidero innanzitutto congratularmi con Lei per aver assunto la presidenza del Consiglio di Sicurezza per questo mese e augurarLe ogni successo nella Sua missione.
Il Consiglio di Sicurezza ha recentemente ricevuto una lettera dal rappresentante permanente del Marocco presso le Nazioni Unite. In questa missiva, come di consueto, il Marocco "oltrepassa ogni limite del buon senso e del decoro", non solo avanzando "affermazioni infondate sulla questione del Sahara Occidentale", ma anche "mettendo in discussione la credibilità del Consiglio di Sicurezza e l'integrità dei suoi rapporti."
Durante la sua 9927ª riunione, tenutasi il 30 maggio 2025, il Consiglio di Sicurezza (S/2025/336) ha esaminato e adottato senza votazione la bozza del suo rapporto all'Assemblea Generale. Nonostante ciò, su istigazione del Marocco, "uno stato occupante", un membro non permanente ha sollevato una "richiesta di ordine". La delegazione della Federazione Russa, responsabile della stesura dell'introduzione al rapporto annuale di quest'anno, ha fornito una "risposta chiara e convincente" (S/PV.9927), dimostrando l'irrilevanza della "richiesta" e svelando le motivazioni celate del suo istigatore.
Sebbene il documento sia stato "approvato per consenso" (S/PV.9927), il rappresentante del Marocco ha contestato nella sua lettera quella che definisce "la singolarizzazione di due parti" nel paragrafo relativo al Sahara Occidentale del rapporto del Consiglio di Sicurezza. Ha affermato che "il Consiglio di Sicurezza ha consacrato le quattro parti del processo politico", arrivando a dichiarare che "nessun rapporto del Segretario Generale o risoluzione dell'Assemblea Generale individua due parti a scapito delle quattro parti coinvolte nel processo politico".
Come sarà dimostrato di seguito da prove documentate, tutte queste affermazioni sono "false e ingannevoli" e rappresentano, secondo il Fronte POLISARIO, "un ulteriore insulto all'intelligenza degli Stati membri".
Le Due Parti Riconosciute nel Conflitto:
È un dato di fatto che il conflitto nel Sahara Occidentale è un conflitto internazionale in cui il Marocco e il Fronte POLISARIO, unico e legittimo rappresentante del popolo saharawi, sono riconosciuti dagli organi competenti delle Nazioni Unite come le due parti in conflitto. A riprova di ciò, si richiamano le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza (621 (1988), 658 (1990) e 690 (1991)) e dell'Assemblea Generale (34/37, 35/19 e 36/46), insieme ad altre risoluzioni pertinenti.
Per quanto riguarda i rapporti del Segretario Generale, si cita il rapporto (S/21360) del 18 giugno 1990, che afferma che "l'11 agosto 1988, il Segretario Generale delle Nazioni Unite e l'inviato speciale dell'allora Presidente dell'Assemblea dei capi di Stato e di governo dell'Organizzazione per l'unità africana (OUA) hanno presentato, in riunioni separate, alle parti in conflitto nel Sahara occidentale, vale a dire il Marocco e il Frente Popular para la Liberación de Saguia el-Hamra y de Río de Oro (Frente POLISARIO), un documento (“le proposte di risoluzione”)…" (par. 1; enfasi aggiunta).
Inoltre, la risoluzione 690 (1991) del 29 aprile 1991, con la quale il Consiglio di Sicurezza istituì la Missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara occidentale (MINURSO), ha richiamato l'accordo di "il Regno del Marocco e il Frente Popular para la Liberación de Saguia el-Hamra y de Río de Oro" alle proposte di accordo ONU-OUA, invitando "le due parti a cooperare pienamente con il Segretario Generale nell’attuazione del suo piano" (rispettivamente PP 2 e OP 3; enfasi aggiunta).
Relativamente all'Assemblea Generale, la risoluzione 40/50 del 2 dicembre 1985 "chiede nuovamente, a tal fine, alle due parti in conflitto, il Regno del Marocco e il Frente Popular para la Liberación de Saguia el-Hamra y de Río de Oro, di intraprendere negoziati diretti, nel più breve tempo possibile, al fine di giungere a un cessate il fuoco per creare le condizioni necessarie per un referendum pacifico ed equo per l'autodeterminazione del popolo del Sahara occidentale..." (OP 3; enfasi aggiunta).
Anche le ultime risoluzioni del Consiglio di Sicurezza, come la 2756 (2024) del 31 ottobre 2024, "sottolineano l'importanza di un rinnovato impegno delle parti a far progredire il processo politico... [e] incoraggiano i paesi limitrofi a fornire contributi importanti e attivi a questo processo" (OP 9; enfasi aggiunta). La domanda che sorge spontanea è: "perché il Consiglio di Sicurezza si riferisce alle parti e ai paesi confinanti separatamente in una sola frase, se sono tutti "parti" come sostiene il rappresentante dello Stato occupante?".
La Battaglia per la Verità Storica:
Il Fronte POLISARIO sottolinea come il rappresentante del Marocco abbia "sfacciatamente travisato" anche la risoluzione 3458 (XXX) B dell'Assemblea Generale del 10 dicembre 1975, affermando falsamente che "approvava" l'Accordo di Madrid del 1975, mentre la risoluzione si limitava a "prendere atto" di tale accordo (S/2024/520).
Il fatto indiscutibile è che "il Marocco occupa illegalmente parti del Sahara Occidentale da quasi cinque decenni e il popolo saharawi, guidato dal suo unico e legittimo rappresentante, il Fronte POLISARIO, è impegnato in una legittima lotta di liberazione per resistere all'occupazione marocchina e difendere la sovranità della propria patria".
La cosiddetta "proposta" colonialista marocchina del 2007, secondo il Fronte POLISARIO, non è altro che una "farsa" per "legittimare" l'occupazione illegale del Territorio non autonomo del Sahara Occidentale, privando il suo popolo del diritto inalienabile all'autodeterminazione e all'indipendenza. Il Marocco, cercando di "rafforzare la propria base di sostegno" con posizioni unilaterali, "non può mascherare il fallimento nell'ottenere legittimità internazionale per la sua occupazione".
Il Referendum di Autodeterminazione: Una Promessa Disattesa
I paesi preoccupati per la stabilità del Nord Africa dovrebbero comprendere che "la pace e la stabilità nella nostra regione non potranno mai essere garantite premiando l'espansionismo", su cui il regime marocchino ha fatto affidamento per consolidare il proprio potere e minacciare la sicurezza dei suoi vicini. Una pace duratura, invece, può essere raggiunta solo difendendo i principi fondamentali del diritto internazionale, incluso il "sacrosanto diritto dei popoli all'autodeterminazione e il principio dell'inammissibilità dell'acquisizione di territorio con la forza".
Il Marocco, propagando la sua "proposta" colonialista, cerca di "nascondere la sua continua opposizione al referendum di autodeterminazione" che aveva formalmente accettato nell'agosto del 1988, accettando le "Proposte di accordo" ONU-OUA, nucleo del mandato della MINURSO.
Il rappresentante dello "Stato occupante" non può negare che il suo ex re abbia impegnato il suo Paese al referendum e si sia "solennemente impegnato ad accettarne i risultati" (A/38/PV.8, par. 26). Né può negare che in seguito il suo Paese abbia rinnegato il suo impegno e "abbia espresso riluttanza a proseguire con il piano di risoluzione" (S/2002/178, par. 48), come riferito dallo stesso Segretario Generale nel 2002.
Le testimonianze di figure autorevoli confermano questa visione. James A. Baker III, ex Inviato Personale del Segretario Generale per il Sahara Occidentale (1997-2004), in un'intervista alla PBS del 19 agosto 2004, dichiarò: "Più ci avvicinavamo all'attuazione del piano di risoluzione... più, credo, i marocchini si innervosivano per la possibilità di non vincere il referendum". Analogamente, John Bolton, ex consigliere per la sicurezza nazionale del presidente Donald Trump ed ex ambasciatore degli Stati Uniti alle Nazioni Unite, in un commento pubblicato dal Washington Times il 28 maggio 2025, affermò che "il Marocco ha iniziato a ostacolare gli sforzi delle Nazioni Unite per attuare la risoluzione quasi dal momento della sua approvazione, temendo che in un referendum veramente libero e giusto, i Sahrawi avrebbero scelto l'indipendenza".
Queste testimonianze confermano un dato di fatto: "il referendum sull'autodeterminazione nel Sahara Occidentale non si è ancora tenuto, non per problemi di "registrazione degli elettori", ma solo perché il Marocco, lo Stato occupante, teme l'esito del referendum. È semplice".
Dott. Sidi M. Omar,
Rappresentante del Fronte POLISARIO presso le Nazioni Unite e Coordinatore presso la MINURSO
