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Sahara Occidentale: Il Fronte POLISARIO smentisce con prove documentate le affermazioni del Marocco al Consiglio di Sicurezza


New York, 16 maggio 2025In un intervento formale presso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, il Dott. Sidi Mohamed Omar, membro della Segreteria nazionale del Fronte POLISARIO, rappresentante presso le Nazioni Unite e coordinatore con la MINURSO, ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio di Sicurezza, l’Ambasciatore Evangelos C. Sekeris, rappresentante permanente della Grecia, per confutare con rigore documentale le recenti dichiarazioni del rappresentante del Marocco.

La lettera rappresenta una ferma risposta alle ricorrenti affermazioni del Marocco – definito esplicitamente come "Stato occupante" – che continua a diffondere disinformazione sulla questione del Sahara Occidentale, in particolare in relazione alla situazione dei rifugiati saharawi e allo status giuridico del territorio.

Smentita delle accuse marocchine: la questione dei rifugiati

Il rappresentante saharawi ha respinto in maniera dettagliata le accuse di "appropriazione indebita di aiuti umanitari" rivolte ai rifugiati saharawi. Tali accuse, basate su un controverso "rapporto OLAF" del 2007 mai ufficialmente pubblicato, vengono definite parte di una campagna propagandistica orchestrata da Rabat.

Il Dott. Omar ha citato dichiarazioni ufficiali della Commissione Europea, secondo cui non esistono prove di uso improprio degli aiuti umanitari nei campi profughi saharawi. Ha inoltre ricordato che numerose agenzie delle Nazioni Unite (tra cui WFP, UNHCR, UNICEF) e ONG operano da decenni nella regione senza mai aver avallato le accuse marocchine.

Ribadendo che i saharawi sono diventati rifugiati a seguito dell’invasione del loro territorio da parte del Marocco nel 1975 – accompagnata da bombardamenti con napalm e fosforo bianco – la lettera sottolinea l’illegalità dell’occupazione e la responsabilità del Marocco nello sfollamento forzato della popolazione civile.

Il blackout informativo e l’impedimento al monitoraggio dei diritti umani:

Altro tema centrale affrontato nella lettera riguarda l’impossibilità per l’Ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (OHCHR) di visitare il Sahara Occidentale occupato. Il rappresentante saharawi denuncia come da nove anni Rabat impedisca l’accesso dell’OHCHR alla regione, nonostante le reiterate richieste del Consiglio di Sicurezza.

A ciò si aggiunge il costante rifiuto del Marocco di consentire l’ingresso a giornalisti indipendenti e osservatori internazionali. Secondo il Dott. Omar, tali restrizioni mirano a impedire che la comunità internazionale venga a conoscenza delle violazioni dei diritti umani perpetrate nei territori occupati.

La falsificazione dell'Accordo di Madrid:

Uno degli elementi più incisivi della lettera riguarda la smentita dell’interpretazione marocchina dell’"Accordo di Madrid" del 1975. Il rappresentante del Fronte POLISARIO ha denunciato l’uso distorto della risoluzione 3458 B dell’Assemblea Generale da parte del Marocco, ribadendo che tale Accordo non ha alcun valore giuridico nel modificare lo status del Sahara Occidentale come Territorio Non Autonomo.

Il parere legale delle Nazioni Unite del 2002, firmato dal Sottosegretario Generale per gli Affari Giuridici Hans Corell, viene citato per chiarire che l’Accordo di Madrid non ha trasferito la sovranità né attribuito al Marocco il ruolo di potenza amministratrice, che la Spagna non poteva unilateralmente delegare.

La questione del referendum mancato:

Altro punto critico sollevato nella lettera è il fallimento della realizzazione del referendum per l’autodeterminazione del popolo saharawi, promesso sin dal 1991 nell’ambito del mandato della MINURSO. Il Dott. Omar sottolinea come il Marocco avesse accettato ufficialmente lo svolgimento del referendum nel 1988, salvo poi ritirarsi per il timore di un esito favorevole all’indipendenza.

L’ex Segretario di Stato USA James A. Baker III – già Inviato Personale del Segretario Generale ONU – viene citato per confermare che il rifiuto marocchino fu dettato dalla paura di perdere il voto referendario. Baker dichiarò nel 2004 che "più ci avvicinavamo all’attuazione del piano di risoluzione, più i marocchini si innervosivano".

Una “proposta d’autonomia” priva di legittimità:

La lettera rigetta infine la cosiddetta “iniziativa marocchina” del 2007, presentata come proposta d’autonomia. Tale iniziativa viene definita una “farsa colonialista” ideata per aggirare il diritto internazionale e impedire l’effettiva autodeterminazione del popolo saharawi.

Conclusione:

Concludendo, il rappresentante del Fronte POLISARIO afferma che il reiterato uso di argomentazioni fuorvianti da parte del Marocco non può cancellare l’evidenza dei fatti né eludere le responsabilità internazionali. La lettera invita il Consiglio di Sicurezza a prendere atto della realtà giuridica e umanitaria della situazione nel Sahara Occidentale e a non lasciarsi influenzare da tentativi di manipolazione politica.

Il Dott. Omar ha infine chiesto che la lettera venga messa a disposizione dei membri del Consiglio di Sicurezza, sottolineando l’importanza di preservare la verità e il rispetto del diritto internazionale nel processo di decolonizzazione del Sahara Occidentale.












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