Dublino, 23 maggio 2025 - Mhamed Hali, instancabile difensore dei diritti umani saharawi, è stato insignito del prestigioso Front Line Defenders Award 2025 for Human Rights Defenders at Risk, un riconoscimento internazionale che premia il coraggio e la resilienza di chi si batte per la dignità umana in contesti di grave repressione.
Il premio, conferito durante una solenne cerimonia tenutasi giovedì 22 maggio a Dublino e organizzata dall’omonima organizzazione per i diritti umani, ha visto la partecipazione di attivisti, rappresentanti istituzionali e organizzazioni internazionali. Mhamed Hali ha ricevuto questo riconoscimento in rappresentanza della regione Medio Oriente e Nord Africa, in virtù del suo costante impegno a favore del diritto all'autodeterminazione del popolo saharawi e della difesa delle libertà fondamentali nelle zone occupate del Sahara Occidentale.
Una vita dedicata alla giustizia:
Mhamed Hali è un membro attivo dell’Associazione Saharawi delle Vittime di Gravi Violazioni dei Diritti Umani commesse dallo Stato Marocchino (ASVDH) e attualmente ricopre il ruolo di Segretario Generale dell'Associazione per la Protezione dei Prigionieri Saharawi nelle Carceri Marocchine (LPPS). Con un dottorato in diritto internazionale umanitario, Hali ha sempre sognato di esercitare come avvocato per i diritti umani. Tuttavia, le autorità marocchine gli impediscono di praticare la professione legale nei territori occupati, in una chiara dimostrazione della sistematica repressione contro i difensori dei diritti nella regione.
«Questo premio si aggiunge alla mia lotta per il diritto di esercitare la professione legale e per la difesa dei diritti del mio popolo», ha dichiarato Hali durante la cerimonia. «Lo dedico a tutti i difensori dei diritti umani saharawi che, nonostante i pericoli, continuano a proteggere la dignità e le libertà del nostro popolo».
Riconoscimento internazionale e denuncia della repressione:
L’avvocato internazionale Tone Sørfonn Moe, che ha rappresentato Hali e proposto la sua candidatura al premio, ha sottolineato il valore simbolico di questo riconoscimento: «Il caso di Mhamed Hali rappresenta le ritorsioni sistematiche contro i difensori dei diritti umani nel Sahara Occidentale. Questo premio non è solo un tributo al suo coraggio, ma anche un atto di denuncia verso l’occultamento deliberato delle violazioni perpetrate nella regione».
Moe ha inoltre ricordato che Hali ha subito tortura, sparizione forzata, detenzione arbitraria e infine la privazione del diritto a esercitare la sua professione, in un contesto in cui sempre più spesso gli avvocati per i diritti umani vengono perseguitati e diffamati.
Un simbolo di resistenza e speranza:
Il premio conferito a Mhamed Hali assume una rilevanza ancora maggiore nel contesto attuale, in cui i diritti umani e il diritto internazionale sono sotto crescente minaccia. È anche un segnale di speranza e solidarietà verso chi, come lui, continua a battersi in condizioni estremamente difficili per la libertà e la giustizia.
Il Front Line Defenders Award viene assegnato ogni anno a difensori dei diritti umani provenienti da tutto il mondo. Oltre a Hali, quest’anno sono stati premiati attivisti provenienti da Benin, Repubblica Dominicana, Haiti, Thailandia, Uzbekistan e Sahara Occidentale, a testimonianza dell’impegno globale per la tutela dei diritti fondamentali.
Il riconoscimento a Mhamed Hali rappresenta non solo l’omaggio a una figura di eccezionale determinazione e integrità morale, ma anche un invito alla comunità internazionale a non distogliere lo sguardo dal Sahara Occidentale. La sua storia, il suo coraggio e il suo lavoro sono un monito e una fonte d’ispirazione per tutti coloro che credono in un mondo più giusto.
