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La Confederazione Intersindacale al fianco del popolo Saharawi: un appello per giustizia e autodeterminazione


Gijón (Asturie), 27 maggio 2025 – La Confederazione Intersindacale, riunita a Gijón per il suo VII Congresso federale, ha riaffermato con forza il proprio sostegno alla lotta del popolo Saharawi, condannando apertamente il saccheggio delle risorse naturali nel Sahara Occidentale occupato. Un impegno che si rinnova e si rafforza, come testimoniato dalla partecipazione e dalle parole dell'Unione Generale dei Lavoratori di Saguia el-Hamra e Río de Oro (UGTSARIO).

La voce dell'UGTSARIO: resistenza, dignità e richiesta di giustizia

Al congresso ha preso la parola Mohamed Embarek Salama, Presidente dell'Associazione della Diaspora Saharawi nella Comunità delle Asturie e inviato del Segretario Generale dell'UGTSARIO, Nafii Ahmed Mohamed. Il suo intervento ha sottolineato l'importanza della solidarietà internazionale e ha ribadito la richiesta inequivocabile di rispetto del diritto internazionale e dell'urgente svolgimento di un referendum di autodeterminazione per il Sahara Occidentale.

Di seguito, un estratto significativo del discorso dell'UGTSARIO:

"Sorelle e fratelli nella lotta,

Desidero innanzitutto esprimere, a nome del mio collega e fratello, il Segretario generale dell'Unione dei lavoratori di Saguia el Hamra e Río de Oro (UGTSARIO), Nafii Ahmed Mohamed, la nostra più sincera gratitudine a questo XXV Congresso federale, con tutta l'importanza e l'eredità storica che rappresenta, per averci invitato a partecipare. Vi auguriamo ogni successo e la migliore fortuna.

Oggi mi rivolgo a voi non solo come rappresentante dell'UGTSARIO, ma come voce di un popolo che da quasi cinquant'anni resiste con dignità e fermezza al colonialismo, all'esilio e all'ingiustizia. Il popolo Saharawi è diviso da decenni da un muro lungo più di 2.700 chilometri: il muro della vergogna, che separa le famiglie, semina mine e provoca dolore, ma non è mai riuscito a spezzare la nostra volontà di libertà.

Nei territori occupati, i nostri fratelli e sorelle vengono repressi semplicemente perché issano una bandiera o rivendicano i loro diritti. Nei campi profughi la nostra gente resiste nonostante l'abbandono internazionale. E nella diaspora continuiamo ad alzare la voce affinché il mondo non chiuda un occhio sull'ultimo caso di colonizzazione in Africa.

Lo scorso aprile, il nostro sindacato ha rinnovato le sue energie in occasione del suo decimo congresso, fissando nuovi obiettivi e nuove sfide. Continuiamo a essere parte attiva di questa resistenza, difendendo non solo i diritti del lavoro del popolo Saharawi, ma anche la nostra causa nazionale nel suo complesso. Siamo sindacalisti, certo, ma siamo anche una trincea di dignità, che resta salda al fianco del Fronte Polisario, dimostrando che né i proiettili né il passare del tempo spezzeranno la nostra determinazione. La nostra lotta è legittima quanto quella di qualsiasi popolo che aspira all'indipendenza e la nostra voce è necessaria quanto quella di qualsiasi lavoratore che lotta per la giustizia.

Oggi desideriamo esprimere la nostra più profonda gratitudine ai nostri sindacati fratelli, e in particolar modo a questa organizzazione, che celebra il suo nono congresso, per non aver permesso che la causa del Sahara Occidentale venisse dimenticata. La vostra solidarietà è l'ossigeno della nostra resistenza: ogni risoluzione, ogni mobilitazione, ogni gesto di sostegno internazionale ci ricorda che non siamo soli.

Compagni, oggi più che mai abbiamo bisogno di voi: per fare pressione sui vostri governi, denunciare il saccheggio delle nostre risorse ed esigere il rispetto del diritto internazionale e l'indizione di un referendum per l'autodeterminazione. Non chiediamo carità, pretendiamo giustizia. Non vogliamo essere visti come vittime, ma come un popolo che, nonostante tutto, costruisce il proprio futuro: con scuole nei campi, donne alla guida della resistenza, giovani che trasformano il dolore in lotta.

Per questo vi invitiamo a percorrere insieme a noi questo cammino.

Il grande leader sindacale Nelson Mandela disse: "Sembra sempre impossibile... finché non viene realizzato". Il Sahara sarà libero quando la comunità internazionale agirà e quando i sindacati di tutto il mondo alzeranno la voce, come stiamo facendo qui oggi. Il nostro sindacato resterà forte, accanto ai sindacati che difendono la dignità umana e il lavoro dignitoso. La nostra causa è la causa di ogni persona che crede nella libertà e nella giustizia.

Grazie ancora per il vostro gentile invito, per il vostro impegno costante, per la vostra partecipazione attiva alla creazione del Forum sindacale in solidarietà con la lotta del popolo Saharawi e alla conferenza sulla solidarietà sindacale a Lisbona, in Portogallo. Vorremmo esprimere la nostra gratitudine per il sostegno dimostratoci dalla Sig.ra Cristina Martínez de la Fuente e, tramite lei, da tutti i membri della vostra onorevole organizzazione.

Alla vittoria, compagni!

Lunga vita al Sahara libero!

Viva la solidarietà sindacale!

Viva la solidarietà tra i nostri popoli!"


L'intervento dell'UGTSARIO ha risuonato come un potente monito, ricordando alla comunità sindacale internazionale la responsabilità di agire concretamente per la giustizia e l'autodeterminazione di un popolo che, nonostante decenni di privazioni, continua a lottare per la propria libertà e dignità.



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