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Espulsi dal Sahara Occidentale: il Marocco caccia due giornalisti italiani e riaccende la tensione sul blocco mediatico


Sahara occidentale, 29 aprile 2025 - Due giornalisti italiani sono stati fermati, interrogati e successivamente espulsi dal Marocco mentre tentavano di realizzare un reportage a El Aaiún, la principale città del Sahara Occidentale occupato. Matteo Garavoglia, 34 anni, reporter freelance con collaborazioni per Il Manifesto, Domani e Irpi Media, e il fotografo Giovanni Colmoni, sono stati intercettati dalle autorità marocchine nei pressi di Agadir e deportati dal Paese con l'accusa di "ingresso illegale" e "attività giornalistica non autorizzata".

L’episodio si è verificato domenica 27 aprile, quando i due professionisti stavano viaggiando in auto verso Laayoune, la capitale del Sahara Occidentale occupato. Secondo quanto riportato dai media locali e confermato da fonti indipendenti, i giornalisti sono stati fermati a un posto di blocco e trattenuti per ore, prima di essere accompagnati con la forza fuori e poi espulsi. Le autorità marocchine li hanno inoltre accusati di voler “sfruttare il proprio status per promuovere propaganda a favore del Fronte Polisario”.

Non è la prima volta che Garavoglia e Colmoni tentano di accedere alla zona. Fonti non ufficiali riferiscono di precedenti tentativi falliti attraverso l’aeroporto di Hassan I, anch’essi ostacolati dalle autorità marocchine.

Secondo Equipe Media, rete indipendente di giornalisti saharawi, l’espulsione dei due italiani rappresenta il 312° e 313° caso documentato di cacciata di reporter stranieri dal 2015, anno in cui Rabat ha intensificato il controllo sull’informazione nel Sahara occidentale occupato. I numeri sono aumentati sensibilmente dopo il crollo del cessate il fuoco mediato dalle Nazioni Unite nel 2020 e l’inizio della militarizzazione sistematica del territorio da parte del Marocco.

Le principali organizzazioni internazionali per la libertà di stampa, tra cui Reporter Senza Frontiere e il Comitato per la Protezione dei Giornalisti, hanno da tempo denunciato il blocco mediatico imposto da Rabat, definendolo uno dei più rigidi al mondo. I giornalisti saharawi affrontano minacce ancora più gravi: sorveglianza costante, arresti arbitrari e in alcuni casi torture.

L’espulsione di Garavoglia e Colmoni riporta l’attenzione su una crisi spesso dimenticata dall’opinione pubblica internazionale. Nel Sahara Occidentale, il diritto all’informazione è sistematicamente violato, e chi cerca di documentare ciò che accade sul campo è trattato come una minaccia alla sicurezza nazionale. 

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