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Appello dai Campi Profughi: Il Consiglio Consultivo Saharawi sollecita la comunità internazionale ad agire per i prigionieri politici


Campi profughi saharawi, 30 aprile 2025 - Un pressante appello alla comunità internazionale è giunto martedì 29 aprile dal Consiglio Consultivo Saharawi, riunito nella sua sede centrale di Rabuni, nei campi profughi. L'organismo ha esortato con forza ad esercitare una pressione decisiva sul Marocco affinché rispetti la legittimità e il diritto internazionale umanitario, onorando il diritto inalienabile del popolo saharawi all'autodeterminazione e all'indipendenza.

Al termine della riunione del suo ufficio, il Consiglio ha ribadito in una dichiarazione il suo "pieno e permanente impegno nel piano nazionale volto a sostenere la campagna internazionale per la liberazione di tutti i prigionieri politici saharawi ingiustamente detenuti nelle carceri dell'occupazione marocchina".

La questione dei prigionieri politici, ha sottolineato con fermezza il Consiglio, "rappresenta una priorità di lotta irrinunciabile e una posizione di principio su cui non si può transigere. La libertà di questi uomini e donne è parte integrante della battaglia che il popolo saharawi sta conducendo per la propria libertà e indipendenza".

In questo scenario, il Consiglio ha rivolto un pressante invito ai suoi rappresentanti attivi in ogni sede politica, regionale e locale, affinché partecipino con dedizione e impegno alle veglie di solidarietà e a tutte le iniziative programmate a sostegno dei prigionieri. È stata inoltre sottolineata l'importanza cruciale di mantenere viva l'attenzione pubblica e politica su questa problematica, considerandola una priorità assoluta nell'ambito della lotta nazionale.

La dichiarazione del Consiglio Consultivo ha posto l'accento anche sulla necessità di intensificare i canali di comunicazione con i consigli consultivi delle nazioni amiche e sorelle. L'obiettivo primario è "sensibilizzare l'opinione pubblica sulle terribili condizioni di vita inflitte ai prigionieri politici saharawi nelle carceri dell'occupazione marocchina, tra cui spiccano gravi violazioni dei diritti umani come la tortura, la negligenza medica e l'isolamento prolungato, in palese violazione di tutte le convenzioni e gli accordi internazionali".

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