Campi profughi saharawi, 17 ottobre 2022 - Il Presidente della Repubblica Saharawi, il Segretario Generale del Fronte Polisario, Brahim Gali, ha ricevuto sabato 15 ottobre le delegazioni straniere partecipanti ai lavori del Festival Internazionale del Cinema del Sahara Occidentale (Fi Sahara) nella sua diciassettesima edizione nella Wilaya di Auserd.
Durante l'incontro, svoltosi alla presenza del Ministro della Cultura, il governatore di Auserd e del rappresentante del Fronte Polisario in Spagna, il Presidente della Repubblica Saharawi ha accolto delegazioni partecipanti, elogiando la loro posizione e sostegno al popolo saharawi nella sua lotta per la libertà e l'indipendenza.
Il Presidente della Repubblica ha ricordato la particolare circostanza in cui si svolge la festa, a differenza delle precedenti edizioni, che sono segnate dal proseguimento della lotta armata contro l'occupazione marocchina, dopo aver violato l'accordo di cessate il fuoco del 13 novembre 2020, che ha costretto i saharawi riprendere la lotta armata per preservare la loro dignità e ripristinare la loro sovranità su tutto il loro territorio.
Il Segretario generale del Fronte Polisario ha richiamato l'attenzione del mondo sulle pratiche repressive dell'occupazione marocchina nel Sahara occidentale commesse contro cittadini sahrawi indifesi, invitando le delegazioni straniere partecipanti a lavorare per sensibilizzare maggiormente la causa sahrawi.
Il presidente Brahim Gali ha aggiunto che la partecipazione delle delegazioni straniere che partecipano alla manifestazione culturale è la prova che la cultura saharawi è una cultura di fermezza, sacrificio e lotta che distingue il popolo saharawi dal resto.
Da parte loro, le delegazioni straniere hanno espresso la loro assoluta solidarietà al popolo saharawi e alla sua giusta causa.
Le delegazioni hanno inoltre ritenuto la comunità internazionale pienamente responsabile del prolungamento della sofferenza del popolo saharawi.
Hanno espresso il loro impegno a trasmettere il messaggio del popolo sahrawi e sensibilizzando la sua sofferenza in tutti i forum culturali internazionali.
