Roma, 29 luglio 2026 – I bambini sahrawi del progetto “Piccoli Ambasciatori di Pace” sono stati accolti oggi, mercoledì 29 luglio, a Palazzo Montecitorio, sede della Camera dei Deputati, nell’ambito di un incontro promosso dall’Intergruppo parlamentare di amicizia con il Popolo Sahrawi.
L’iniziativa ha rappresentato un importante momento istituzionale e di solidarietà, a sostegno del progetto che ogni estate permette a bambini e bambine sahrawi provenienti dai campi profughi di Tindouf di trascorrere un periodo in Italia, beneficiando di attività di accoglienza, assistenza sanitaria, socializzazione e scambio culturale.
All’incontro hanno partecipato i parlamentari Silvio Lai, Stefano Vaccari e Laura Boldrini, insieme a Fatima Mahfud, rappresentante del Fronte Polisario in Italia, Valentina Roversi, presidente della Rete Saharawi, e ai rappresentanti delle associazioni, dei Comuni e degli enti locali impegnati nell’accoglienza dei bambini.
Durante l’incontro è stato sottolineato il valore della collaborazione tra istituzioni, associazioni, famiglie e società civile italiana nel sostenere il popolo sahrawi e, in particolare, le nuove generazioni.
Fatima Mahfud: «Da molti anni accogliamo i bambini nel Parlamento italiano»
Nel suo intervento, la rappresentante del Fronte Polisario in Italia, Fatima Mahfud, ha ringraziato il cerimoniale della Camera e le istituzioni parlamentari per l’accoglienza riservata ai piccoli ambasciatori di pace.
«Ringraziamo il cerimoniale del Parlamento e il Presidente del Parlamento per questa accoglienza».
Mahfud ha ricordato il ruolo dell’Intergruppo parlamentare di amicizia con il Popolo Sahrawi, della Rappresentanza del Fronte Polisario in Italia e dell’Associazione Italiana di Amicizia con il Popolo Sahrawi nel sostenere il progetto.
«Ogni anno accogliamo i bambini sahrawi presso la sede ufficiale del Parlamento italiano. Da molti anni veniamo accolti qui con grande stima e riguardo e siamo felici e onorati di poter portare avanti questo progetto».
La rappresentante del Fronte Polisario ha inoltre evidenziato l’importanza della rete di solidarietà costruita in Italia, sottolineando il contributo delle associazioni, degli enti locali e delle famiglie che, nel corso degli anni, hanno reso possibile l’accoglienza e l’assistenza dei bambini sahrawi.
Valentina Roversi: «109 bambini accolti in sette regioni»
La presidente della Rete Saharawi, Valentina Roversi, ha evidenziato la dimensione nazionale del progetto e l’impegno delle numerose realtà coinvolte.
«Siamo qui a salutare i bambini che quest’anno arrivano in Italia da quattro Comuni. Sono 109, tra bambine e bambini, accolti in sette regioni. Sono decine i Comuni, le istituzioni e gli enti locali che stanno collaborando».
Roversi ha richiamato inoltre l’attenzione sulla situazione sanitaria nei campi profughi sahrawi, sottolineando come, in questo contesto, i progetti di solidarietà assumano un’importanza ancora maggiore.
«Quest’anno il progetto è ancora più importante, perché la situazione sanitaria nel Paese, purtroppo, sta peggiorando. Per questo i progetti di solidarietà assumono un’importanza ancora maggiore».
La presidente della Rete Saharawi ha ricordato anche le iniziative istituzionali portate avanti in diversi territori italiani, tra cui patti di gemellaggio e conferimenti della cittadinanza onoraria, considerati strumenti importanti per rafforzare i rapporti tra le comunità e trasmettere ai bambini un messaggio concreto di vicinanza e solidarietà.
«Questi momenti istituzionali sono strumenti importanti per trasmettere ai bambini un messaggio di solidarietà da parte del movimento solidale e delle istituzioni. Grazie a tutti. Shukran!».
Il progetto “Piccoli Ambasciatori di Pace” si conferma così non soltanto come un’esperienza di accoglienza estiva, ma anche come un importante percorso di assistenza sanitaria, scambio culturale e sensibilizzazione sulla questione del Sahara Occidentale.
La rete dei territori e delle associazioni:
L’accoglienza dei bambini è resa possibile grazie a una vasta rete di associazioni, famiglie, Comuni ed enti locali che collaborano durante il periodo di permanenza in Italia.
Tra le realtà coinvolte figurano l’Associazione Giromondo, capofila del progetto a Riano, e i Comuni di Colleferro, Fiano Romano e Rignano Flaminio.
Il progetto coinvolge inoltre realtà impegnate nei rapporti di amicizia e gemellaggio, tra cui Fara in Sabina, attraverso l’associazione Gemellaggi, Castel Sant’Angelo, Cittareale e Nerola, insieme alle rispettive associazioni e comunità locali.
Questa rete territoriale rappresenta uno degli elementi fondamentali del progetto: Comuni, associazioni e famiglie lavorano insieme per garantire ai bambini un’esperienza di accoglienza, cura, socializzazione e conoscenza reciproca.
Un dono simbolico nel cuore di Montecitorio:
A conclusione dell’incontro, i piccoli ambasciatori di pace hanno voluto ringraziare i rappresentanti istituzionali con un gesto simbolico e carico di significato.
Stefano Vaccari e Laura Boldrini hanno ricevuto un manufatto artigianale sahrawi, consegnato personalmente dai bambini.
A loro volta, i rappresentanti dell’Intergruppo parlamentare di amicizia con il Popolo Sahrawi hanno voluto fare un dono ai bambini sahrawi presenti all’incontro, come segno di vicinanza, amicizia e solidarietà da parte delle istituzioni italiane.
Lo scambio di doni ha rappresentato uno dei momenti più significativi della giornata, trasformando l’incontro istituzionale in un’occasione concreta di dialogo e di amicizia tra i piccoli ambasciatori sahrawi e i rappresentanti delle istituzioni italiane.
Un gesto semplice, ma dal forte valore simbolico, che ha suggellato una giornata dedicata all’amicizia, alla solidarietà e al sostegno al popolo sahrawi.
L’incontro a Montecitorio conferma ancora una volta il valore della rete costruita negli anni tra istituzioni, associazioni, Comuni, famiglie e cittadini italiani, uniti nell’accoglienza dei bambini sahrawi e nel sostegno a un percorso di pace, solidarietà e amicizia.
