In una dichiarazione ufficiale diffusa il 3 luglio, il Ministero afferma che la visita rappresenta un ulteriore sostegno alla politica di fatto compiuto perseguita dal Marocco e costituisce, secondo la posizione del Governo saharawi, un tentativo di legittimare l'occupazione del Sahara Occidentale, in contrasto con il diritto internazionale e con il processo di pace promosso dalle Nazioni Unite.
Secondo il comunicato, iniziative di questo tipo incoraggiano il Regno del Marocco a proseguire nella propria politica di espansione territoriale e rafforzano una pretesa di sovranità che, secondo la Repubblica Saharawi, non trova alcun riconoscimento nel quadro giuridico internazionale. Il Ministero sostiene inoltre che tali azioni rischiano di compromettere gli sforzi delle Nazioni Unite finalizzati a raggiungere una soluzione giusta, duratura e conforme al diritto all'autodeterminazione del popolo saharawi.
Nella dichiarazione viene inoltre ribadita la critica nei confronti della politica francese nei confronti del conflitto del Sahara Occidentale. Il Governo saharawi accusa Parigi di aver sostenuto il Marocco sul piano politico, diplomatico e militare sin dall'inizio del conflitto, ritenendo tale posizione incompatibile con le responsabilità della Francia quale membro permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e con i principi sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite, che considera il Sahara Occidentale un territorio non autonomo ancora soggetto a un processo di decolonizzazione.
Il Ministero richiama inoltre le dichiarazioni rese nel marzo 2024 dall'ex ambasciatore francese a Rabat, secondo le quali la Francia avrebbe impiegato i propri mezzi aerei a sostegno del Marocco durante il conflitto degli anni Settanta e garantito per decenni un costante appoggio politico e diplomatico al Regno.
Secondo la Repubblica Saharawi, il sostegno francese al Marocco comporta una responsabilità diretta nel prolungamento del conflitto e nelle conseguenze che esso continua ad avere sulla pace e sulla stabilità del Nord Africa.
La dichiarazione si conclude con un appello alla Francia affinché riconsideri la propria posizione sul Sahara Occidentale. Il Governo saharawi sostiene che una pace stabile e duratura nella regione possa essere raggiunta esclusivamente attraverso il pieno rispetto del diritto del popolo saharawi all'autodeterminazione e all'indipendenza, in conformità con le risoluzioni delle Nazioni Unite e con i principi del diritto internazionale.
.jpg)