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ISACOM lancia un appello alle Nazioni Unite: «Intervento urgente per salvare la vita del prigioniero politico saharawi Naâma Asfari»



Sahara Occidentale, 9 luglio 2026 – L'Istanza Saharawi contro l'Occupazione Marocchina del Sahara Occidentale (ISACOM) ha rivolto un appello urgente alle Nazioni Unite e alla comunità internazionale affinché intervengano immediatamente per salvare la vita del prigioniero politico saharawi Naâma Asfari, entrato nel secondo mese di uno sciopero della fame a tempo indeterminato.

In una dichiarazione diffusa martedì, l'Ufficio esecutivo dell'organizzazione, con sede nella città occupata di El Aaiún, ha ritenuto lo Stato marocchino «legalmente e moralmente responsabile» dell'incolumità fisica e psicologica di Asfari, accusando le autorità di Rabat di ignorare le sue richieste umanitarie e di non dare attuazione alle raccomandazioni e alle decisioni emanate dai competenti meccanismi delle Nazioni Unite per i diritti umani.

Secondo l'ISACOM, la persistente politica di repressione esercitata nei confronti della popolazione civile saharawi nei territori occupati e il trattamento riservato ai prigionieri politici costituiscono una grave violazione del diritto internazionale umanitario e delle norme internazionali in materia di diritti umani.

L'organizzazione ha pertanto esortato il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e il Segretario Generale dell'ONU ad assumersi pienamente le proprie responsabilità giuridiche e politiche nei confronti della popolazione saharawi che vive sotto occupazione, intervenendo per garantire il rispetto delle decisioni adottate dagli organismi internazionali competenti.

Nel comunicato si sottolinea inoltre che il protrarsi dello sciopero della fame e il rifiuto delle autorità marocchine di rispondere alle richieste avanzate da Naâma Asfari aggravano ulteriormente la situazione, rendendo il Marocco pienamente responsabile di qualsiasi peggioramento delle sue condizioni di salute.

L'ISACOM ha ribadito che l'attuazione delle raccomandazioni formulate dai meccanismi delle Nazioni Unite in materia di diritti umani rappresenta un passaggio imprescindibile non solo per garantire la tutela dei detenuti saharawi, ma anche per favorire una soluzione giusta e duratura del conflitto nel Sahara Occidentale.

L'organizzazione ha inoltre espresso una dura critica nei confronti del Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR), accusandolo di non aver adempiuto pienamente al proprio mandato umanitario nei confronti dei prigionieri politici saharawi. A tale riguardo, ha chiesto al Comitato di adottare con urgenza tutte le misure necessarie per visitare i detenuti, verificarne le condizioni di salute e assicurare il rispetto dei loro diritti fondamentali.

Concludendo la dichiarazione, l'ISACOM ha affermato che la determinazione dei prigionieri politici saharawi, e in particolare di Naâma Asfari, rappresenta un simbolo della lotta per la giustizia, la libertà e la dignità del popolo saharawi. L'organizzazione ha infine denunciato quella che definisce una politica di rappresaglie, privazioni e abbandono praticata dalle autorità marocchine, sostenendo che tali condizioni configurino una «lenta condanna a morte» e richiedano un intervento immediato della comunità internazionale prima che la situazione diventi irreversibile.

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